«Il Moby Drea lasci le acque croate entro sette giorni»

È quanto rilevato nel comunicato stampa diffuso dal Ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture

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«Il Moby Drea lasci le acque croate entro sette giorni»
Foto: Ivo Cagalj/PIXSELL

Il Ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture ha ordinato alla nave Moby Drea, trainata nei giorni scorsi nel cantiere navale “Brodosplit” per lavori di manutenzione, di lasciare lo stabilimento entro sette giorni. La decisione è arrivata dopo le consultazioni di ieri mattina tra il premier Andrej Plenković, il vicepremier e ministro del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture Oleg Butković, e la ministra della Transizione ecologica e della Tutela ambientale Marija Vučković. L’azione congiunta del Ministero del Mare, del Ministero dell’Ambiente e dell’Ispettorato di Stato ha portato alla scoperta di nuove circostanze: secondo le autorità, la presenza della nave potrebbe configurare uno smaltimento di rifiuti in violazione delle leggi croate.

Di conseguenza, al proprietario della Moby Drea e alla società Brodograđevna Industrija Split d.d. è stato notificato l’obbligo di lasciare non solo il cantiere, ma anche le acque territoriali croate, entro una settimana. Il termine tiene conto del tempo necessario per organizzare il trasferimento della nave, attualmente priva di equipaggio.

Il comunicato stampa del Ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture è arrivato dopo la nota diffusa dal cantiere navale Brodosplit, dove si trova l’unità giunta in Croazia per lavori di rimozione dei pannelli divisori contenenti amianto. Il che ha fatto insorgere gli abitanti di Spalato che nei giorni scorsi hanno dato a manifestazioni di protesta.

La nota della Brodosplit

Tutte le istituzioni competenti hanno effettuato un’ispezione a bordo del traghetto italiano “Moby Drea” e hanno emesso i reperti ufficiali. È stato stabilito che non ci sono ostacoli all’esecuzione dei lavori di rimozione dei pannelli divisori contenenti amianto, poiché il cantiere navale Brodosplit ha intrapreso tutte le misure di protezione professionali e legali prescritte, si legge nel comunicato stampa della Brodosplit.

È stato sottolineato che il cantiere navale ha lavorato in conformità alla Legge sulla sicurezza sul lavoro e ai regolamenti prescritti, e che è stata ottenuta l’autorizzazione ufficiale per l’esecuzione dei lavori. L’ispezione per la protezione dell’ambiente ha stabilito che il proprietario della nave non ha completato la procedura prevista dal Regolamento UE sul movimento transfrontaliero dei rifiuti pericolosi. La Brodosplit ha sottolineato che questo non è un loro obbligo.

“Questa procedura è esclusivamente responsabilità del proprietario della nave, proprio come accade per ogni nave da crociera o imbarcazione che desidera lasciare o smaltire parte dei rifiuti in Croazia”, si legge nel comunicato stampa, con la precisazione che solitamente le procedure sono gestite dall’agente del proprietario, non dal cantiere navale.
Dallo stabilimento spalatino hanno aggiunto altresì che nel caso specifico era previsto che i rifiuti venissero smaltiti in modo permanente in Germania, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni dalle autorità competenti di Croazia, Slovenia, Austria e Germania.

La Brodosplit afferma che non si tratta di 350 tonnellate di rifiuti tossici, ma di circa 350 tonnellate di pannelli contenenti amianto, il che è comune per le navi costruite prima del 2001.

“Con i lavori previsti non verranno rimossi tutti i pannelli, ma solo una parte”, si legge nel comunicato stampa.

Secondo tutte le Leggi e i regolamenti dell’UE e della Croazia, alla nave è stata regolarmente concessa l’autorizzazione di ingresso in porto. La rimozione dei pannelli di amianto non è ancora iniziata. “Informeremo tempestivamente l’opinione pubblica su tutti i passaggi successivi. La Brodosplit non è, né sarà mai, un’azienda che opera in modo dannoso o illegale”, hanno ribadito dalla Brodosplit.

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