Misure epidemiologiche. I musicisti quarnerini non ci stanno

Folto pubblico a un concerto alla Scena estiva di Abbazia. Foto Roni Brmalj

Le nuove restrizioni legate agli eventi culturali professionali in vigore nella Regione litoraneo-montana dal 12 luglio, stando alle quali il pubblico che assiste a concerti e spettacoli professionali seguiti da più di venti persone deve essere munito di green pass o di un test antigienico rapido, sono state accolte con disappunto e preoccupazione dai musicisti e dagli organizzatori di concerti ed eventi musicali. Non serviva attendere molto, pertanto, la reazione del Comitato esecutivo della filiale regionale dell’Associazione nazionale dei Musicisti (HGU), che in un comunicato ha ricordato come la pandemia abbia inferto un duro colpo ai musicisti ai quali da più di un anno è negato il diritto di lavorare.
“La nuova decisione del Comando regionale di Protezione civile ha reso più difficile e in alcuni casi ha impedito del tutto, le esibizioni della categoria – si legge nel comunicato –. Allo scoppio della pandemia, i musicisti sono stati i primi ad esser costretti a rinunciare alle esibizioni e, considerata la situazione, sembra che saranno gli ultimi a riprendere a lavorare normalmente. Anche se l’HGU e la sua presidenza comunica giornalmente con il Ministero della Cultura e dei Media e con i rappresentanti del Comando nazionale di Protezione civile al fine di trovare delle soluzioni volte a permettere ai musicisti di esercitare il loro diritto al lavoro, nella vita reale la situazione e le misure variano da Regione a Regione. Lunedì, 12 luglio, in Regione sono entrate in vigore le misure secondo le quali gli eventi musicali si possono svolgere esclusivamente con il green pass il quale attesta che la persona sia stata vaccinata, oppure con un test negativo all’ingresso nello spazio concertistico. Anche se a livello nazionale sono in vigore misure che permettono lo svolgimento di concerti professionali osservando la distanza fisica e il rispetto di altre misure, in Regione questo non è più il caso, il che ha portato a un gran numero di cancellazioni di concerti dal momento che questi erano stati organizzati in anticipo tenendo conto delle misure in vigore prima del loro inasprimento il 12 luglio. In base a queste venivano, inoltre, venduti i biglietti”, osservano i responsabili dell’HGU.
“Il Comitato esecutivo dell’HGU – prosegue il comunicato – comprende i pericoli della pandemia e la necessità di tutelare la stagione turistica e non contesta le misure di protezione, la vaccinazione e la necessità che venga raggiunta un’immunità di gregge, ma siamo comunque convinti che si tratti di una misura varata all’improvviso, senza alcun periodo di adeguamento e, senza consultazioni con il settore, il che ha suscitato grande disappunto. Numerosi concerti si sono finora svolti nel rispetto delle misure antipandemiche e certamente non hanno diffuso il contagio più dei bagni di massa nelle spiagge del Mare Adriatico, per cui abbiamo voluto esprimere la nostra insoddisfazione per le misure e un chiaro messaggio di sostegno agli organizzatori di eventi e ai musicisti, in quanto il loro impegno, entusiasmo e passione sono essenziali per la sopravvivenza della scena musicale. Chiediamo, pertanto, che nel lavoro del Comando regionale di Protezione civile vengano inclusi urgentemente gli esponenti della categoria di musicisti e organizzatori di eventi culturali, che questi ultimi possano ottenere un periodo di adeguamento alle nuove misure e che vengano loro finanziati al 100 p.c. i test antigenici rapidi negli spazi in cui si svolgono i concerti”, concludono i rappresentanti dell’HGU, aggiungendo che si tratta di richieste che contribuirebbero a ridurre il numero di cancellazioni di eventi in atto negli ultimi giorni.

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