Minacce di morte al sindaco, polizia nella sede di Možemo: esplode il caso Thompson

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Minacce di morte al sindaco, polizia nella sede di Možemo: esplode il caso Thompson
I preparativi in piazza bano Jelačić a Zagabria per l'arrivo dei pallamanisti e di Thompson. Foto: Neva Zganec/PIXSELL

Zagabria resta un campo di battaglia politico e simbolico, dove il caso Thompson continua ad allargarsi ben oltre i confini dello sport. Alla giornata già segnata da allarmi bomba, interventi della polizia e minacce al sindaco Tomislav Tomašević, si aggiunge ora un durissimo attacco dell’opposizione al premier Andrej Plenković, accusato di aver trasformato l’accoglienz della nazionale croata di pallamano, bronzo agli Europei, in uno scontro istituzionale senza precedenti.

Allarmi, paura e clima avvelenato

La polizia è intervenuta in due sedi chiave della capitale, il Palazzo comunale in piazza Stjepan Radić e la sede del partito Možemo! in via Knez Mislav, dopo segnalazioni su presunti ordigni esplosivi. Secondo informazioni non ufficiali riportate dai media croati, le minacce parlavano addirittura di 30 bombe e includevano un messaggio di morte rivolto al sindaco, con la frase: “Tomašević non arriverai al mattino”.

Sandra Benčić, parlamentare e una delle leader di Možemo!, ha denunciato pubblicamente l’episodio, sottolineando che il partito “non ha presentato alcuna segnalazione” e mettendo in guardia sul “significato politico” dell’invio della polizia nelle sedi di forze politiche. Le autorità hanno confermato gli interventi, spiegando che i controlli sono stati avviati esclusivamente per ragioni di sicurezza e per verificare se le minacce fossero reali o false.

Sul piano politico, la miccia resta la stessa: Marko Perković Thompson. La Città di Zagabria, guidato da Možemo!, aveva annunciato di essere pronto a organizzare l’accoglienza per i pallamanisti, ponendo però il veto sull’esibizione del cantante. Una linea che aveva spinto la Federazione croata di pallamano a ritirarsi, rifiutando una celebrazione senza Thompson.

A quel punto è intervenuto il governo. Stamattina, durante una seduta telefonica, l’esecutivo ha adottato una decisione formale per assumere l’organizzazione dell’accoglienza, in collaborazione con la Federazione. L’evento è stato fissato per stasera, lunedì 2 febbraio, alle 18, in piazza bano Jelačić, nel cuore di Zagabria.

L’attacco frontale dell’SDP

La scelta del governo ha provocato la reazione durissima del Partito socialdemocratico (SDP). In un post pubblicato su Facebook, il principale partito di opposizione ha usato parole senza precedenti contro il premier Plenković. “Il primo ministro non è normale. Questo non ha nulla a che fare con lo sport, è un colpo di Stato della sua ala radicale e di destra contro l’autonomia locale”, si legge nel messaggio firmato anche dal presidente del partito, Siniša Hajdaš Dončić.

Pur riconoscendo il valore sportivo della medaglia di bronzo, l’SDP accusa il premier di aver rovinato tutto, mettendo al centro “un solo artista” e ponendolo, di fatto, al di sopra dell’intera nazione. Nel post si sottolinea inoltre che, se Thompson avesse davvero voluto dimostrare rispetto verso i giocatori e i tifosi, avrebbe potuto accoglierli in aeroporto con una chitarra e una sola canzone, senza trasformare la celebrazione in un caso politico. Il messaggio si chiude con uno slogan chiaro: “SDP dice: Croazia, sii normale”.

Il nodo legale e lo scontro sulle competenze

Nel motivare la propria decisione, il governo ha fatto riferimento alla legge sui raduni pubblici, sostenendo che piazza bano Jelačić, in quanto spazio pubblico, può ospitare un raduno per finalità sportive e di intrattenimento senza particolari autorizzazioni comunali. Secondo fonti governative, il discorso sarebbe diverso per strutture di proprietà della Città, come l’Arena, dove l’esecutivo non potrebbe intervenire direttamente.

Dalla Città di Zagabria, però, arriva una versione opposta. L’amministrazione cittadina sostiene che ogni organizzazione di eventi su una superficie pubblica richiede l’autorizzazione della Città. La portavoce ha confermato che il governo non ha chiesto alcun permesso formale per l’organizzazione dell’accoglienza.

Sport, musica e potere

Il risultato è una situazione esplosiva, in cui una festa sportiva si è trasformata in uno scontro tra Stato e amministrazione locale, tra governo e opposizione, tra chi difende la libertà di celebrare e chi denuncia una forzatura politica. Thompson resta il simbolo di questa frattura, mentre Zagabria si prepara a una serata che, comunque vada, difficilmente sarà solo una festa per una medaglia di bronzo.

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