Milošević: «Dialogo e tolleranza nel DNA del governo»

Boris Milošević, vicepremier con delega agli affari sociali e ai diritti umani

Il vicepresidente del governo Boris Milošević. Foto: Boris Scitar/Vecernji list/PIXSELL

“I deputati delle minoranze nazionali sono partner di coalizione dell’HDZ e sostengono il governo di Andrej Plenković esattamente come avvenuto anche nello scorso mandato. La molla fondamentale che ci ha guidati nella scelta è stata la continuazione della collaborazione che rappresenta il logico prosieguo di un dialogo già impostato con chi alle elezioni è stato premiato dal voto degli elettori. In campagna elettorale il premier Plenković non ha preso le distanze dalla collaborazione avuta con i deputati delle minoranze nello scorso mandato e a mio avviso i cittadini hanno voluto dare con il loro voto fiducia proprio a questa politica. Ci aspettiamo pertanto che la collaborazione si arricchisca ulteriormente di contenuti e cresca sempre di più anche dal punto di vista qualitativo. Un valore aggiunto della nostra coalizione è dato anche dal fatto che il rappresentante di una minoranza fa parte del governo ricoprendo l’incarico di vicepremier. Confidiamo che questo contribuirà a dare alla coalizione una marcia in più”. Così Boris Milošević, vicepremier con delega agli affari sociali e ai diritti umani, membro dell’SDSS e già deputato eletto al Sabor nella XII circoscrizione in rappresentanza della minoranza serba, in un’intervista rilasciata ad Antun Brađašević dell’agenzia Stina.
La crisi epidemiologica
Nell’approfondire la genesi del dialogo che ha portato i deputati delle minoranze a essere partner della coalizione guidata dall’HDZ, Boris Milošević ricorda che nel precedente mandato il governo di Andrej Plenković ha dovuto affrontare importanti crisi economiche, sociali e politiche: dalla rottura con il Most allo scandalo Agrokor, dalla crisi dei cantieri ai continui attacchi delle forze della destra estrema volte a rompere la collaborazione con le minoranze… “Basti ricordare i tentativi di indizione di un referendum teso a limitare i diritti delle comunità nazionali”, evidenzia Milošević, facendo presente che a chiusura del mandato si è presentato il coronavirus con tutte le conseguenze che ne sono derivate. “È una crisi che non è ancora rientrata, tutt’altro. Le conseguenze più gravi dobbiamo ancora affrontarle. La gestione della crisi epidemiologica ha indubbiamente richiesto grandi sforzi, togliendo energie a progetti volti a realizzare altri obiettivi che il governo si era dato. Rimane comunque ferma la volontà dell’Esecutivo, per quanto riguarda le minoranze, di fare ulteriori passi avanti e di garantire una quanto più efficace attuazione delle leggi e la traduzione in vita delle norme che regolano i diritti delle comunità nazionali, in particolare nei settori nei quali sono state riscontrate difficoltà. Altresì, non manca la volontà di concordare questi passi con i rappresentanti delle comunità stesse”, aggiunge Boris Milošević.
Linguaggio dell’odio
Nel concreto per quanto riguarda il da farsi per dare risposte concrete alle attese dei cittadini appartenenti alle minoranze nazionali il vicepremier chiarisce: “Nel concepire i termini della collaborazione nessuno ha posto delle condizioni; l’intesa si è cercata parlando di contenuti concreti e di risultati a lungo termine”. Alcuni temi comunque s’impongono. Milošević lo conferma: “Certo, ci aspettiamo che la lotta contro il linguaggio dell’odio e in genere contro i crimini motivati dall’odio, prosegua con più vigore e contiamo su una migliore attuazione delle leggi che regolano i diritti delle minoranze in particolare per quanto riguarda l’uso della lingua e l’istruzione nella lingua materna. Ovviamente bisogna anche rendere più incisivi i Programmi operativi per le minoranze nazionali, uno strumento varato per la prima volta nello scorso mandato e che intendiamo riprendere anche in questo. La fiducia non manca e ora dobbiamo impegnarci ancora di più e lavorare per assicurare un’attuazione quanto più puntuale”.

Foto: Boris Scitar/Vecernji list/PIXSELL

«Superare le inefficienze»
“Non è la prima volta che le minoranze hanno espresso un componente del governo. Già in passato il vicepremier Slobodan Uzelac copriva un settore simile a quello che ora è stato affidato a me. Nel mio ruolo di vicepresidente del governo ho la delega a coordinare tutte le attività sociali e di conseguenza posso incidere sulle politiche e sui contenuti delle norme che trattano questa materia, che comprende ovviamente anche i diritti delle minoranze. Intendo dedicarmi in particolare alla stesura dei piani strategici e dei progetti tesi a rafforzare la tutela dei diritti umani e delle minoranze in quanto ritengo siano questi temi d’interesse per tutta la società. Attualmente – spiega nell’intervista il vicepremier Milošević – sto lavorando ai nuovi Piani operativi del governo per il periodo 2020-2024, successivamente intendo aprire un dibattito più ampio riguardante l’ulteriore promozione dei diritti umani. Per quanto di mia competenza cercherò di indirizzare parte dei contributi finanziari verso progetti importanti per le singole comunità, ma anche per la società in generale. Cercheremo anche di capire meglio le cause dei ritardi e delle inefficienze riscontrate riguardo all’applicazione delle norme di tutela per reagire nel modo più opportuno, modificando le leggi oppure rimuovendo ostacoli amministrativi o di altro genere. Per quanto riguarda infine i progetti infrastrutturali, che al momento sono fermi sostanzialmente a causa della mancanza di finanziamenti, faremo il possibile per individuare fondi aggiuntivi e canali di finanziamento alternativi atti a garantire il prosieguo dei lavori.”

Censimento e minoranze Sarà un test importante
“Per quanto riguarda il Censimento in programma l’anno prossimo auspichiamo un approccio collaborativo e una buona comunicazione. Sono certo – dice Boris Milošević – che tutte le istituzioni coinvolte nella creazione e nell’attuazione delle politiche minoritarie daranno un contributo importante a rendere chiara ai cittadini l’importanza del censimento e a sostenere gli appartenenti alle minoranze a dichiararsi tali senza timori reconditi. I risultati del censimento sono importanti anche per quanto concerne il riconoscimento di alcuni diritti sanciti dalla Legge costituzionale che regola la materia e da altri testi normativi. Invito pertanto tutti gli appartenenti alle minoranze nazionali a non essere restii a dichiarare la nazionalità. Il censimento sarà anche un importante test per verificare quanto la società sia progredita in termini di tolleranza e recepimento dei valori democratici.”

Programmi operativi Dobbiamo fare di più
“Per quanto riguarda i Programmi operativi sul piano generale lo strumento ha superato l’esame, va però detto che per motivi sia oggettivi sia soggettivi alcuni traguardi non sono stati raggiunti e non tutte le minoranze possono dirsi ugualmente soddisfatte degli effetti sortiti. Rimane la valutazione, a mio avviso – dice il vicepremier Milošević –, che già il fatto di aver varato questo strumento rappresenti una conquista per le comunità minoritarie e pertanto ritengo giusto definirli e approvarli anche per il quadriennio 2020-2024. Avremo così l’onore e l’onere di rimediare agli sbagli commessi e di definire un piano di attuazione dei progetti concordati prevedendo anche un meccanismo di controllo. Indubbiamente rimane molto da fare nel campo dell’istruzione e dell’uso delle lingue e delle scritture delle minoranze. Si tratta di due questioni importanti che hanno una valenza politica. Confido che in questo mandato faremo meglio che nello scorso e che entro la fine dell’anno riusciremo a trovare un’intesa riguardo ai nuovi Programmi operativi, per poi presentarli all’opinione pubblica e metterli ai voti in sede di governo.”

Facebook Commenti