Milanović vs. Parigi sui Rafale? Plenković: «Prego, vada e glielo dica»

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Milanović vs. Parigi sui Rafale? Plenković: «Prego, vada e glielo dica»
Un Rafale dell'Aviazione militare croata in volo. Foto: Josip Regovic/PIXSELL

Nuova puntata nella saga infinita Plenković–Milanović, questa volta con i Rafale come protagonisti. Durante una visita all’interno della Cattedrale di Zagabria, il premier Andrej Plenković ha risposto alle critiche del presidente della Repubblica Zoran Milanović, che aveva rimproverato alla Francia di aver venduto i caccia prima alla Croazia e poi alla Serbia “senza chiederci nulla”.

Plenković, con la calma glaciale che ormai sembra essere il suo marchio di fabbrica, ha replicato lapidario: “Che vada a Parigi e lo dica ai francesi”. Una frase che sicuramente non passerà inosservata nei salotti politici e che conferma che tra le due sponde della politica statale non scorre esattamente acqua di rose.

Il premier ha ricordato che i Rafale croati “sono qui, pagati e perfettamente funzionanti” e che la Croazia ora dispone “della più forte aviazione militare tra Germania e Grecia”. Quanto ai jet acquistati dalla Serbia, Plenković ha sottolineato che non si tratta di equipaggiamento paragonabile a quello degli alleati NATO, come Croazia e Francia, puntando ancora una volta sulle differenze tecniche.

Il caso degli uomini che pregano in piazza: «Serve tolleranza»

Ma non è tutto. Interpellato sulla petizione che chiede di allontanare gli uomini che regolarmente si radunano nelle piazze dei cittadini per pregare, Plenković ha invocato più tolleranza da parte di tutti. “Il popolo croato ha scelto la libertà nel 1990. Bisogna rispettarla, da qualunque parte politica si arrivi”, ha detto, ribadendo di essere contrario alle proibizioni, un tema che sembra ricorrere spesso negli ultimi giorni.

Sul caso della famigerata “6+6”, la formula che garantisce determinati diritti ai funzionari dopo il mandato e che è salita alla ribalta dopo l’arresto dell’ex ispettore capo Andrija Mikulić, accusato di corruzione, Plenković ha scelto di essere diplomatico: “Chi è eletto deve comportarsi secondo legge e morale”, ha affermato, aggiungendo che chi sbaglia risponde agli organi competenti. Quanto alla possibilità di rivedere le norme: “Vedremo se servirà cambiarle”.

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