Milanović chiarisce: la Croazia non invierà truppe in Ucraina

Il presidente ribadisce l’indipendenza decisionale della Croazia dalla «Coalizione dei volonterosi»

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Milanović chiarisce: la Croazia non invierà truppe in Ucraina
Il presidente della Repubblica, Zoran Milanović. Foto: Igor Soban/PIXSELL

Il presidente della Repubblica di Croazia, Zoran Milanović, è intervenuto sui social network per commentare il recente incontro della cosiddetta Coalizione dei volenterosi e per ribadire con fermezza la posizione del Paese riguardo alla guerra in Ucraina.

“Come ho già ripetuto molte volte, alcune nazioni della cosiddetta Coalizione dei volenterosi hanno deciso di inviare propri militari in Ucraina”, ha scritto Milanović su Facebook. “Ieri a Parigi la Francia, il Regno Unito e altri Stati hanno formalmente manifestato l’intenzione di schierare contingenti militari in Ucraina in caso di un accordo di pace con la Russia. Per togliere ogni dubbio sul ruolo dell’esercito croato, in qualità di comandante supremo delle Forze Armate della Repubblica di Croazia, comunico ai cittadini: la Croazia non invierà soldati in Ucraina”.

Il presidente ha sottolineato che, dal suo punto di vista, “non c’è bisogno di ulteriori discussioni”. La Croazia, ha ricordato, è membro dell’Unione europea e della NATO e ha obblighi solo derivanti da questi legami. Le decisioni della cosiddetta Coalizione dei volenterosi, ha precisato, “non vincolano in alcun modo la Croazia né le sue Forze armate”.

Difesa della sovranità e rafforzamento dell’esercito

Milanović ha inoltre evidenziato come, nel nuovo contesto globale in cui spesso “la forza e il diritto del più forte prevalgono nelle relazioni internazionali”, il compito fondamentale delle Forze armate croate rimanga la protezione della sovranità, dell’indipendenza e dell’integrità territoriale del Paese, come previsto dalla Costituzione.

Da qui l’importanza degli investimenti già effettuati e programmati nelle Forze armate, compresa l’introduzione dell’addestramento militare di base. Tutte le risorse devono mirare ad aumentare la prontezza e le capacità dell’esercito croato per assolvere al proprio mandato costituzionale.

Il presidente ha infine chiarito che l’assistenza finanziaria promessa dall’esecutivo croato all’Ucraina “non deve andare a scapito delle Forze armate croate né ridurre i fondi destinati all’equipaggiamento dell’esercito”. Allo stesso modo, ha sottolineato, l’aiuto internazionale non deve in alcun modo penalizzare i cittadini croati o il loro tenore di vita. “È dovere di tutte le istituzioni dello Stato tutelare gli interessi nazionali e quelli dei cittadini”, ha concluso Milanović.

Il presidente ribadisce l’indipendenza decisionale della Croazia dalla “coalizione dei volontari”
Gli investimenti nell’esercito mirano alla protezione della sovranità nazionale
L’aiuto economico a Kiev non deve penalizzare le forze armate né i cittadini croati

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