Migranti picchiati al confine. La polizia croata: «Indagheremo»

“Sarà formato un gruppo di lavoro che avrà il compito di indagare”. Queste le parole di Zoran Ničeno, capo dell’amministrazione per i confini della Direzione della Polizia, dopo che mercoledì sera, 6 ottobre, è andata in onda su Rtl una inchiesta durata 8 mesi – realizzata dalla rete giornalistica Lighthouse Reports, a cui hanno partecipato anche i giornalisti di SFR  Rundschaua (Svizzera), Ard Studio Vienna e And Monitor (Austria), Liberation (Francia) Spiegel (Germania), Pointer (Olanda) e Novasti (Serbia) – in cui si vedono picchiare alcuni migranti che cercano di attraversare il confine tra Croazia e Bosnia ed Erzegovina, e che vengono cacciati dal territorio croato. Gli immigrati, nelle riprese fatte lo scorso giugno, vengono picchiati da alcuni uomini incappucciati con dei passamontagna,  che brandiscono i manganelli. Secondo alcune testimonianze raccolte durante l’inchiesta, “si dovrebbe trattare di agenti delle squadre d’intervento, perché sono loro ad avere in dotazione giacche e manganelli del genere”, ha dichiarato un esperto ai giornalisti, il quale ha aggiunto che “hanno in dotazione anche delle pistole che sono prodotte da una azienda croata che fornisce le armi al Ministero degli Interni di Zagabria”.

 

“Non posso commentare in modo concreto quanto visto nel servizio televisivo”. Lo ha detto il ministro degli Interni, Davor Božinović, confermando che è stato istituito un gruppo di lavoro che avrà il compito di stabilire se nelle immagini si vedono effettivamente degli appartenenti alle forze dell’ordine. “Anche in passato il Ministero ha sempre ribattuto alle accuse di maltrattamenti da parte della polizia croata nei confronti dei migranti”, ha sottolineato il ministro, aggiungendo che “tra le file della polizia croata non esiste alcuna decisione di questo genere”. Poi Božinović ha ricordato che a livello Ue “sono in corso le trattative sulla modifica della legge che regola le crisi migratorie. In questo momento sui migranti vengono applicate le norme di una legge apportata nel lontanissimo 1951”. “L’Europa deve trovare una soluzione sostenibile, poiché la polizia croata continua a tutelare il confine dagli ingressi illegali”, ha chiosato il ministro dell’Interno.

Il ministro dell’Interno, Davor Božinović. Foto: Pixsell

Parlando ai microfoni di Rtl, Zoran Ničeno ha dichiarato che si tratta “di immagini forti” e che per questo motivo il direttore generale della polizia ha “deciso di formare un gruppo di lavoro che si recherà al confine dove sarebbero andati in scena i presunti maltrattamenti dei migranti”. Il capo dell’amministrazione per i confini della Direzione della Polizia ha concluso ribadendo che “la polizia croata non ha mai ordinato di cacciare e picchiare i migranti che cercano di entrare sul territorio croato dalla Bosnia ed Erzegovina. E per appurare i fatti, indagheremo sull’accaduto ossia su quanto visto nelle immagini”.

 

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