Migranti, nuovo dramma sui fiumi croati

Un morto e dispersi dopo il naufragio, fermato un cittadino bosniaco

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Migranti, nuovo dramma sui fiumi croati
Un'auto della polizia vicino al fiume Una dove si è consumata la tragedia di migranti. Foto: Josip Mikacic/PIXSELL

Il grido d’aiuto è arrivato dal fiume poco prima dell’alba. Intorno alle 4.45, nella zona di Hrvatska Kostajnica, nella Croazia centrale, un’imbarcazione con più persone a bordo si è rovesciata nelle acque dell’Una. Gli agenti, impegnati nei controlli lungo il confine, hanno udito le richieste di soccorso e dato immediatamente l’allarme.

Sul posto sono intervenute le squadre di emergenza. Finora sono stati tratti in salvo quattro persone, mentre è stato recuperato il corpo senza vita di un’altra, ancora non identificato. Le ricerche degli eventuali dispersi proseguono senza sosta. A coordinare le operazioni sono la polizia e i soccorritori del Soccorso alpino croato, con l’ausilio di imbarcazioni e droni che sorvolano il tratto di fiume e le sponde.

Secondo quanto riferito dai media locali, sul natante si trovavano tra le sette e le otto persone. Le prime informazioni parlano di migranti di nazionalità cinese.

L’arresto poche ore dopo

Nel corso delle operazioni di controllo del confine, nella località di Rosulje, è stato fermato un cittadino della Bosnia ed Erzegovina, sospettato di traffico di esseri umani. L’uomo è ora sotto custodia degli agenti. A renderlo noto è stata la Questura della Contea di Sisak e della Moslavina, che ha confermato come l’inchiesta sia in pieno svolgimento.

Gli investigatori dovranno chiarire la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità nell’organizzazione del trasporto attraverso il fiume, utilizzato sempre più spesso come punto di passaggio irregolare verso il territorio croato.

Una rotta già segnata da tragedie

Quello dell’Una non è un episodio isolato. Poco più di due mesi fa, l’11 dicembre scorso, un fatto analogo si era verificato sulla Sava, nei pressi di Slavonski Brod. Anche in quel caso un’imbarcazione carica di migranti si era capovolta. Tre persone avevano perso la vita.

In quell’occasione erano stati salvati tredici stranieri e arrestato un 23enne bosniaco, accusato di aver organizzato il trasporto illegale dalla Bosnia ed Erzegovina verso la Croazia. Il procedimento penale nei suoi confronti è tuttora in corso.

Negli ultimi cinque anni, come scrive index.hr, solo nel tratto della Sava che attraversa la Regione di Brod  e della Posavina, hanno perso la vita una ventina di migranti. Particolarmente drammatico il periodo tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, quando tra Nova Gradiška e Slavonski Brod furono rinvenuti sette corpi nell’area alluvionale tra il fiume e l’argine. Le autopsie confermarono l’annegamento.

Secondo le ricostruzioni investigative, molti migranti cercano di raggiungere l’autostrada A3 e la linea ferroviaria per proseguire verso Zagabria. Ma dopo l’attraversamento si trovano spesso intrappolati in zone paludose e allagate, dove il freddo e l’acqua alta trasformano la fuga in una trappola mortale.

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