Migranti. Controlli congiunti tra FVG e Slovenia

L’incubo della sospensione di Schengen

Dal 1.mo luglio prenderanno il via i controlli congiunti ai confini, con l’obiettivo di contrastare in modo deciso l’ingresso di migranti irregolari in Friuli Venezia Giulia. Lo annuncia il governatore Massimiliano Fedriga, a seguito di un confronto con il Consolato generale di Slovenia. “Sono estremamente preoccupato per quanto sta accadendo al confine italo-sloveno”, commenta Fedriga. “Malgrado l’enorme sforzo del foverno, che ha disposto il potenziamento di organico delle forze dell’ordine e un maggior presidio del territorio, la situazione non può infatti risolversi se tutti i Paesi coinvolti non offrono il loro contributo”.
Se oggi c’è evidenza dei numeri che caratterizzano i flussi “perché – come ricorda il governatore – a differenza che in passato i controlli ci sono”, altrettanto importante è la sinergia avviata con la Slovenia: una partnership che, rende noto Fedriga, “porterà dal 1.mo luglio all’attivazione di pattuglie miste sui confini, utili ad arginare l’ingresso di irregolari”.
L’appello del governatore si estende ai Paesi attraversati dalla rotta balcanica, a cui viene chiesta “piena collaborazione, a iniziare dalla Croazia. L’Italia e la Slovenia non possono infatti essere le uniche due realtà a combattere l’immigrazione clandestina: ognuno deve fare la sua parte e presidiare i confini del proprio territorio”. Criticità, quelle elencate da Fedriga, che, se non dovessero essere superate in breve tempo, porteranno il Friuli Venezia Giulia a “valutare di richiedere al governo la sospensione di Schengen”.

Debora Serracchiani è contraria
L’idea di ripristinare i controlli ai valichi di frontiera è stata subito contestata dall’ex governatore e parlamentare PD Debora Serracchiani. “L’incapacità totale di Fedriga e del suo governo di gestire situazioni difficili si rivela da idee folli come questa. Senza considerare che non ricorrono assolutamente le condizioni, rialzare il confine tra Italia e Slovenia significa creare problemi alla popolazione, al commercio, ai traffici transfrontalieri e ai flussi turistici, senza fermare i migranti. Sarebbe un balzo nel passato: al passaporto al valico di Fernetti”, afferma Debora Serracchiani. “La realtà – sostiene la parlamentare del Partito democratico – è che il governo non ha ‘potenziato’ proprio niente, come confermano gli stessi sindacati di Polizia, che l’Esecutivo non ha voluto vedere il problema che stava arrivando e non ha provveduto in anticipo. E le condizioni per la sospensione di Schengen non ci sono affatto, perché la sicurezza del Paese non è certo minacciata da queste persone indebolite dopo mesi di viaggio”.

Cortina di ferro
Per Debora Serracchiani “invece di chiedere la Cortina di ferro, Fedriga chieda al governo notizie dei famosi CPR che deve fare in FVG dopo aver smantellato l’accoglienza, chieda dove sono i rimpatri per cui spende i soldi della Regione, chieda un rapido e continuo deflusso verso altre Regioni, chieda che la diplomazia italiana si rimetta in moto sui Balcani, ormai dimenticati da Roma”.

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