Mercati di Pola. Regna il malcontento

Poche le persone nell’area riservata alle bancarelle. All’esterno lunghe code di persone in attesa

Dentro è vuoto, fuori le code s’allungano fino in piazza Primo maggio

C’è un bel sole che splende e gli ippocastani hanno già sviluppato folte chiome per l’ombra che presto servirà a ripararci dal gran caldo. Ma tra le bancarelle del mercato ortofrutticolo di piazza del Popolo si percepisce un malcontento latente che serpeggia muto tra i commercianti. No, non è più la paura del contagio. Ormai è solo paura e basta. Una produttrice con anni di esperienza alle spalle confessa: “Cos’è cambiato? È cambiato che prima per guadagnarmi le mie 200 kune al giorno restavo al mercato fino all’ora di pranzo. Ora per avere lo stesso importo, devo rimanere in piazza fino a tarda sera”. Non per niente i commercianti se la prendono con i sorveglianti: “La piazza è letteralmente vuota, e fuori le code s’allungano per decine di metri: ma loro imperterriti lasciano entrare un cliente per volta: ma allora a che cosa servono i parapetti, le mascherine, i guanti, i disinfettanti”?
Atmosfera di sfiducia
Questa, in estrema sintesi, l’atmosfera di sfiducia che comincia a ribollire anche in un luogo altrimenti piuttosto sereno come quello del mercato ortofrutticolo di Pola. Gli acquisti, comunque, vanno fatti e per chi abbia la pazienza di aspettare, le bancarelle di maggio offrono esattamente la stessa varietà di ortaggi e primizie che sempre in questo periodo dell’anno stuzzicano l’appetito e deliziano il palato. Piazza del Popolo s’è tinta improvvisamente di rosso, con l’ormai abbondante presenza di fragole nostrane (quelle spagnole e quelle greche sono sparite di scena, con la drastica riduzione delle importazioni in seguito alla diffusione del Covid), la notevole disponibilità di ravanelli, ma anche il primo massiccio arrivo di pomodori di serra che, sebbene non siano ancora propriamente rossi, certamente contribuiscono a ravvivare la “tavolozza ardente” della piazza. I prezzi, tuttavia, sono variamente distribuiti tra quelli “di sempre” e quelli che ci paiono un tantino più elevati del solito. Così va il commercio: non appena la domanda accenna a salire, ecco che si trova subito chi vorrà approfittarne. Non vale per tutti, d’accordo, ma la norma generale è questa.
Fragole, da 30 a 40 kune il kg
Così le stesse fragole si trovano a 30 ma anche a 40 kune il chilo, lo stesso cavolo novello a 8 e a 12, le medesime patate e carote a 8 e a 16, e si può dire lo stesso anche per gli ortaggi a foglia verde, spinaci e bietole, che costano ora 12, ora 14 e ora 16 kune il chilogrammo. La cicoria si vende generalmente a 20 e il prezzemolo a 30 kune il chilo. Tra le primizie, i cetrioli sono in vendita a 18, i pomodori a 22 (a 36 i ciliegini) e i peperoni a 30 kune il chilogrammo. Sono i prezzi (elevati, si capisce) dei… nuovi arrivi. Da qui a poche settimane, non appena la quantità di merce sarà moltiplicata, scenderanno e saranno a portata del portafogli di ognuno. Quanto alla frutta, oltre alle fragole che abbiamo già nominato, ci sarebbe anche una discreta quantità di pere a 20, di mele e di arance a 15 kune, di banane a 13. In pescheria, per contro, c’è poco di che rallegrarsi: il fermo pesca per il pesce azzurro a nuovamente in vigore e l’effetto che fa sul commercio ittico al dettaglio è risaputo.

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