Il mondo medico croato torna a lanciare l’allarme sulla sicurezza negli ospedali dopo l’ennesimo episodio di violenza. L’Associazione medica croata (Hrvatski liječnički zbor – Hlz), ha condannato con fermezza l’aggressione avvenuta al pronto soccorso dell’ospedale Sveti Duh di Zagabria, chiedendo che simili atti vengano sanzionati in modo coerente e deciso dalle autorità competenti.
Secondo l’Hlz, la tutela dei medici e di tutti gli operatori sanitari sul posto di lavoro rappresenta una condizione indispensabile per garantire un sistema sanitario sicuro, accessibile e di qualità. Un principio che, sottolineano, non può essere messo in discussione da nessuna circostanza, riporta Hrt.
Solidarietà al medico aggredito
In una nota ufficiale, l’Associazione ha espresso pieno sostegno al medico coinvolto e a tutto il personale sanitario che ogni giorno opera in contesti complessi e spesso insicuri. La violenza, sia fisica che verbale, viene definita come un comportamento inaccettabile, che non può trovare giustificazioni nel malcontento dei pazienti, nelle difficoltà organizzative o nel sovraccarico del sistema.
Per l’Hlz, episodi di questo tipo non sono soltanto un attacco al singolo professionista, ma una violazione diretta dei principi fondamentali su cui si reggono il sistema sanitario e il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Un danno all’intero sistema sanitario
Gli attacchi contro i medici, avverte l’Associazione, compromettono anche la qualità dell’assistenza agli altri pazienti e minano la fiducia complessiva nel sistema sanitario. Per questo motivo, l’Hlz chiede che le autorità intervengano in modo rigoroso, applicando la legge senza ambiguità.
L’Associazione, che riunisce oltre 12mila membri, ribadisce che continuerà a battersi per un ambiente di lavoro più sicuro per medici e operatori sanitari. Senza garanzie di protezione, sostengono, diventa impossibile assicurare cure adeguate alla popolazione.
L’episodio al pronto soccorso di Zagabria
Secondo quanto comunicato dalla Questura di Zagabria, domenica scorsa 25 gennaio è stata arrestata una donna di 54 anni, poi sottoposta a indagini, accusata di aver aggredito e ferito lievemente un dipendente di 33 anni della struttura sanitaria. L’episodio risale a sabato sera e sarebbe avvenuto con l’intento di impedire al lavoratore di svolgere le proprie mansioni.
L’aggressione ha suscitato una dura reazione anche da parte della Camera medica croata, che ha chiesto una qualificazione penale sistematica di questi atti e l’introduzione di misure concrete di prevenzione, come un servizio di vigilanza attivo 24 ore su 24 e sistemi di allarme all’interno delle strutture sanitarie.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































