Croazia, maxi operazione anti-pirateria tv: arresti per l’uso del «pezzotto»

Fermi e perquisizioni anche a Fiume e Pola

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Croazia, maxi operazione anti-pirateria tv: arresti per l’uso del «pezzotto»
Foto: Dusko Jaramaz/PIXSELL

Una vasta operazione di Polizia, coordinata dall’Uskok (l’Ufficio croato per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata), in diverse regioni della Croazia contro una rete sospettata di gestire un sistema di tv pirata basato sul cosiddetto “pezzotto”.

Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Interno, gli arresti e le perquisizioni vengono effettuati dal Servizio di sicurezza cibernetica della Polizia criminale e dalla Polizia della regione di Spalato e della Dalmazia, su mandato diretto dell’Uskok.

Le operazioni sono state svolte a Zagabria, Fiume, Pola, Požega e Spalato, e riguardano “più persone sospettate di far parte di un’organizzazione criminale” dedita alla violazione della proprietà intellettuale e ai reati informatici.

L’Uskok, dopo l’interrogatorio degli indagati, deciderà sulle misure cautelari e sulle eventuali imputazioni formali, informando successivamente l’opinione pubblica.

Cos’è il «pezzotto»?

Il termine “pezzotto” deriva dallo slang italiano e indica un “dispositivo o servizio pirata” che consente di “guardare canali televisivi a pagamento, eventi sportivi o film in streaming” senza abbonamento legale. In pratica, si tratta di un “sistema illegale di IPTV (Internet Protocol Television)”, spesso gestito da reti criminali organizzate che rivendono l’accesso a contenuti coperti da copyright a prezzi irrisori, di solito tramite abbonamenti mensili di pochi euro.

Gli utenti collegano alla propria televisione un piccolo box o una chiavetta connessa a Internet, oppure installano un’app su un televisore smart o su un telefono. Una volta inseriti i codici forniti dai gestori, si ottiene l’accesso a centinaia di canali internazionali, film e partite in diretta.

Sebbene possa sembrare una “scorciatoia economica”, l’uso del “pezzotto” costituisce “un reato penale” sia per chi lo distribuisce sia, in alcuni casi, per chi lo utilizza. In Croazia, come nel resto dell’Unione europea, la diffusione o la fruizione di contenuti protetti senza licenza rientra tra i “reati contro la proprietà intellettuale”.

Un fenomeno europeo in crescita

L’uso del “pezzotto” non è un fenomeno solo croato. Secondo i dati dell’Unione europea, oltre 17 milioni di cittadini europei utilizzano servizi IPTV illegali, generando un “mercato nero stimato in oltre 1 miliardo di euro all’anno”.

L’Europol ha più volte segnalato che dietro queste piattaforme si nascondono spesso reti criminali internazionali, che utilizzano i proventi per finanziare altre attività illecite, dal riciclaggio di denaro al traffico di dati.

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