Maxi-inchiesta EPPO: 30 imputati in Croazia per appalti truccati, frodi e uso illecito di fondi UE

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Maxi-inchiesta EPPO: 30 imputati in Croazia per appalti truccati, frodi e uso illecito di fondi UE
Foto: Robert Anic/PIXSELL

L’Ufficio del procuratore di Stato europeo (EPPO) di Zagabria ha depositato una vasta imputazione nei confronti di 29 cittadini croati e una società, accusati di aver orchestrato un articolato sistema di frodi ai danni del bilancio europeo e di quello nazionale. Come riportato dal portale Index, tra i principali indagati figurano l’ex assistente della ministra della Cultura e dei Media, Davor Trupković, l’ex preside della Facoltà di Geodesia, Almin Đapo, e l’ex docente universitario Boško Pribičević. Per tutti loro l’accusa ipotizza reati che spaziano dall’abuso d’ufficio al favoritismo illecito, dalla corruzione alla falsificazione di documenti ufficiali fino al riciclaggio di denaro.

Secondo gli inquirenti, tra il 2019 e il 2023 Đapo e Pribičević avrebbero pilotato 27 procedure di appalto pubblico relative a quattro progetti del valore complessivo di quasi 6 milioni di euro, finanziati per l’85% con fondi dell’Unione Europea. Le gare sarebbero state manipolate per favorire imprese già selezionate in anticipo, alle quali venivano assegnati i lavori con l’accordo che una parte del denaro incassato sarebbe poi rientrata ai due accademici o sarebbe stata utilizzata per coprire spese private. Diversi altri imputati avrebbero contribuito all’operazione presentando offerte fittizie o volutamente gonfiate, utili a far risultare vincitrici le aziende designate.

Dalle indagini emerge anche che Đapo e Pribičević avrebbero impiegato una quota delle risorse progettuali per acquistare due automobili destinate all’uso personale e un’imbarcazione a motore, che non veniva utilizzata in ambito professionale ma affittata per attività di turismo nautico. A questo si aggiungono almeno 266 richieste false di rimborso spese e diarie per presunti viaggi effettuati da loro e da nove collaboratori del progetto, trasferte che, secondo l’EPPO, non sarebbero mai avvenute.

le accuse mosse a Trupković e Đapo

Un capitolo a parte riguarda le accuse mosse a Trupković, incaricato nel 2020 di coordinare la documentazione degli edifici danneggiati dai terremoti di Zagabria. L’EPPO sostiene che, d’intesa con Đapo, avrebbe affidato il lavoro alla Facoltà di Geodesia pur essendo consapevole che l’ateneo non disponeva di personale sufficiente e che, di fatto, il compito sarebbe stato svolto da una società riconducibile agli stessi Đapo e Pribičević. Trupković avrebbe poi approvato vari rapporti senza alcuna verifica, compresi quelli che contenevano informazioni non veritiere riguardo allo stato dei rilievi o che ripetevano edifici già documentati e pagati in precedenza. Questo meccanismo avrebbe portato il ministero della Cultura e dei Media a versare oltre 2,5 milioni di euro per lavori in parte irregolari, di cui circa 800.000 inizialmente coperti dal Fondo di solidarietà UE e successivamente trasferiti sul bilancio statale a causa della mancata procedura di gara. Un quarto rapporto, dal valore di 3,2 milioni, era stato approvato ma non liquidato dopo il riscontro di ulteriori incongruenze.

Secondo l’EPPO, l’insieme delle irregolarità avrebbe prodotto un danno economico totale di circa 2,8 milioni di euro, suddivisi tra l’Unione Europea, il bilancio nazionale e lo stesso Ateneo di Geodesia. Il guadagno illecito complessivo ammonterebbe invece a 670.000 euro, di cui 140.000 ascritti a Đapo e 307.000 a Pribičević. A causa delle alterazioni riscontrate, alcune attività di documentazione sono state ripetute con un costo aggiuntivo superiore a 10.000 euro.

L’EPPO ha precisato che tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a eventuale condanna definitiva da parte dei tribunali croati. L’Ufficio europeo continua intanto a coordinare indagini e procedimenti relativi ai reati che danneggiano gli interessi finanziari dell’Unione.

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