Mattarella e Pahor mano nella mano davanti alla Foiba di Basovizza (video)

Sergio Mattarella e Borut Pahor si tengono per mano davanti alla Foiba di Basovizza. Foto: quirinale.it

Il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor si sono incontrati oggi, lunedì 13 luglio, a Trieste. Il primo impegno dei due Capi di Stato a Basovizza a Basovizza, dove hanno deposto una corona presso la Foiba. Un momento particolarmente toccante nel corso dell’omaggio alle vittime delle foibe è stato quando i due Presidenti si sono dati la mano, dopo essersi avvicinati alla corona di fiori che due corazzieri avevano deposto pochi istanti prima. Mattarella e Pahor hanno poi toccato ciascuno la corona e sono rimasti davanti all’ingresso della foiba in silenzio per un minuto circa.
Successivamente hanno deposto una corona di fiori presso il monumento ai caduti sloveni. Mattarella e Pahor si sono recati quindi in Prefettura dove hanno consegnato allo scrittore Boris Pahor (107 anni il prossimo 26 agosto) l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e l’onorificenza slovena dell’Ordine per Meriti Eccezionali. Alla presenza dei due Presidenti è stato firmato un Protocollo di intesa che prevede un percorso che si concluderà con la restituzione del Narodni Dom, incendiato il 13 luglio del 1920, alla minoranza linguistica slovena in Italia. Al termine il Presidente Mattarella ha incontrato, presso la sede della Regione, i rappresentanti delle associazioni degli esuli.

Ad accogliere Mattarella al suo arrivo c’erano il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, e il sindaco della città, Roberto Dipiazza.
«La storia non si cancella»
«La storia non si cancella e il dolore non si dimentica. O si coltiva il rancore o se ne fa patrimonio comune nel ricordo e nel rispetto, coltivando un’amicizia comune. Sloveni e italiani sono decisamente per la seconda strada rivolta verso il futuro», ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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