Malasanità. Il caso del piccolo Gabrijel avrà un epilogo giudiziario

La Casa della salute a Metković. Foto: Grgo Jelavic/PIXSELL

Il caso di Gabrijel Bebić, il bimbo deceduto a soli 9 anni, sta per avere un epilogo giudiziario. Infatti dopo le indagini degli inquirenti la Procura di Stato (DORH) di Metković ha sollevato l’atto d’accusa nei confronti di 4 cittadine croate (di rispettivamente 33, 32, 37 e 49 anni) per aver commesso gravi errori nella cura del piccolo, morto a causa di una sepsi.
Stando alla Procura di Stato, il 9 e il 10 dicembre 2018 alla Casa della salute di Metković le predette cittadine croate, tutte operatrici sanitarie (per l’esattezza si tratta di 3 medici e di un’infermiera), non avrebbero riconosciuto le gravissime condizioni di salute del piccolo. I sanitari di Metković avrebbero compiuto errori imperdonabili anche nel trasporto del bimbo da questa cittadina dalmata fino a Spalato dove il novenne era deceduto l’11 dicembre 2018.
All’epoca gli esperti del Ministero della Sanità e anche l’Ordine nazionale dei medici avevano rilevato – ad ispezione conclusa – che erano stati commessi gravi errori nella cura del piccolo. Erano stati evidenziati gli sbagli di 3 dei 10 medici che nel dicembre 2018 hanno avuto in cura lo sventurato bambino. Le mancanze avevano riguardato i sanitari di Metković, mentre i controlli non avevano fatto emergere cure improprie al Centro clinico – ospedaliero di Spalato, dove Gabrijel era stato ricoverato ormai in condizioni disperate.
Se dovessero essere dichiarate colpevoli, le 4 operatrici sanitarie rischiano da uno a otto anni di carcere.

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