Malasanità a Zagabria. Vacanze, rinvii di pena e interventi rapidi: tutto aveva un prezzo

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Malasanità a Zagabria. Vacanze, rinvii di pena e interventi rapidi: tutto aveva un prezzo
L'Ospedale "Sveti Duh" di Zagabria. Foto: Robert Anic/PIXSELL

Un nuovo caso di presunta corruzione scuote il sistema sanitario croato. L’Uskok, l’ufficio nazionale anticorruzione, ha depositato davanti al Tribunale regionale di Zagabria un’ampia incriminazione che coinvolge un medico ospedaliero e altre nove persone, accusate a vario titolo di aver trasformato cure, certificati e corsie d’ospedale in una fonte di guadagni illeciti.

Al centro dell’inchiesta, come scrive l’agenzia Hina, c’è Zoran Krstonijević, 51 anni, chirurgo specialista in chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, in servizio presso l’Ospedale clinico Sveti Duh di Zagabria. L’indagine, avviata il 4 giugno 2025, copre un arco temporale che va dal luglio 2024 al maggio 2025.

Un sistema di favori a pagamento

Secondo l’accusa, Krstonijević avrebbe agito in accordo con almeno due intermediari, che facevano da tramite con i “clienti”. In cambio di somme di denaro poi divise tra i partecipanti al sistema, il medico avrebbe redatto documentazione sanitaria falsa per persone che non risultavano pazienti dell’ospedale Sveti Duh, permettendo loro di utilizzarla per le più diverse esigenze.

Non solo. Sempre secondo l’Uskok, il chirurgo avrebbe accolto persone come pazienti ospedalieri ignorando le liste d’attesa ufficiali, effettuando visite, esami e persino interventi chirurgici al di fuori delle procedure regolari. Gli intermediari, stando agli atti, si occupavano di intercettare gli interessati al pronto soccorso, indicando loro a chi e dove consegnare il denaro.

Falsi certificati e scorciatoie giudiziarie

Uno degli episodi più gravi riguarda un uomo di 39 anni, che per 600 euro avrebbe ottenuto una falsa documentazione medica utile a chiedere il rinvio dell’esecuzione di una pena detentiva. Per rendere più credibile l’operazione, Krstonijević gli avrebbe anche garantito esami diagnostici e una visita di controllo del tutto ingiustificati. Metà della somma, 300 euro, sarebbe rimasta all’intermediario.

Interventi fuori lista e certificati «di comodo»

In altri casi, con l’aiuto di ulteriori mediatori, il medico avrebbe eseguito interventi chirurgici su tre persone dietro il pagamento di 1.000 euro, scavalcando le liste d’attesa ufficiali. L’inchiesta cita anche il coinvolgimento di una infermiera dell’ospedale, che avrebbe chiesto a Krstonijević un certificato medico falso per il proprio compagno, così da ottenere due settimane di malattia e partire insieme in vacanza. Anche in questo caso sarebbero stati effettuati esami e visite senza reale necessità clinica.

Il doppio ruolo pubblico-privato

L’accusa ricostruisce inoltre un episodio legato all’attività privata del chirurgo. Krstonijević, che lavorava anche in una clinica chirurgica privata a Samobor, avrebbe operato un paziente utilizzando strumenti e attrezzature procurate da un tecnico sanitario dell’ospedale pubblico. L’intervento sarebbe poi stato fatturato come prestazione privata per almeno 1.400 euro, con un guadagno personale illecito stimato in almeno 500 euro.

Il danno per il sistema sanitario

Secondo l’Uskok, le prestazioni diagnostiche e le visite effettuate senza giustificazione medica avrebbero causato un danno economico al Fondo croato per l’assicurazione sanitaria (HZZO) pari a 803 euro. Una cifra contenuta, ma che per gli inquirenti rappresenta solo una parte del problema: la lesione della fiducia nel sistema sanitario pubblico.

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