Lutto nel mondo della CNI. Ci ha lasciati Lidia Delton

Si è spenta all’età di 69 anni la poetessa e scrittrice connazionale Lidia Delton, figura di spicco del tessuto CNI.
Lidia Delton (nata Belci) è nata a Dignano nel 1951 in una famiglia di agricoltori. Laureata in Pedagogia, ha lavorato come educatrice presso le istituzioni prescolari. Dal 1993 al 2001 ha ricoperto la carica di sindaco del Comune di Dignano ed è stata dirigente di sezione presso l’asilo “Petar Pan” di Dignano. Nell’ambito della Comunità nazionale italiana è stata per lungo tempo presidente della CI di Dignano e membro della Presidenza e dell’Assemblea UIIF-UI.
Per anni si è dedicata alla creatività poetica scrivendo nell’antico dialetto locale istro-romanzo e ha conseguito numerosi premi ai Concorsi “Istria Nobilissima” dell’Unione italiana, “C. Pavan” di San Donà di Piave, “Poesia in piazza” di Muggia e al “Favelà” di Dignano. Nel 1998, per la collana “Biblioteca Istriana” ha pubblicato la raccolta di poesie in dialetto istro-romanzo “Sulo parole cumo testamento”. I suoi lavori sono stati pubblicati inoltre sull’antologia “Voci nostre” di A. Pelizzer, “Per molti versi” e “La forza della fragilità. La scrittura femminile nell’area istro-quarnerina: aspetti, sviluppi critici e prospettive” di E. Deghenghi Olujić; “Quelle dei versi” di V. Begić, “Histria” (Atti del concorso di poesie in dialetto – Grisignana); “Lasa pur dir”- Questo mare che non divide ma unisce due sponde; “Istria” – Duecento campanili storici di D. Milotti-Bertoni; nonché sulle riviste dell’Edit “La Battana”, “Panorama” e “Arcobaleno”
Nell’ambito della Collana degli autori italiani dell’Istria e del Quarnero “Altre lettere italiane”, la nostra Casa editrice ha pubblicato la raccolta di poesie e racconti “Granai de pulvaro” (Granelli di polvere).
Elis Deghenghi Olujić aveva accompagato la raccolta scrivendo tra l’altro “C’è affetto infinito, somma discrezione, compianto e lacerazione nel disegno dell’universo contadino dignanese. Fortissima appare la volontà di recuperare l’antico, la cui distruzione comporterebbe la resa totale di una civiltà alla quale non è possibile voltare le spalle, come non fosse mai esistita, perché è dentro l’uomo, parte di lui, della sua coscienza. Il dialetto, così terreno, popolare, appassionato offre alla poetessa quel senso di appropriatezza, di pienezza dell’espressione che la lingua standard non può darle”.
Lidia Delton ha dedicato molto del suo tempo alla ricerca e al mantenimento delle tradizioni di lingua e cultura dignanese, pubblicando diverse monografie.

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