«L’unitarietà della CNI sembra giunta al capolinea»

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«L’unitarietà della CNI sembra giunta al capolinea»
Maurizio Tremul nell'Ufficio UI Capodistria. Foto AIA

Continua a infiammarsi il dibattito attorno alla nomina del coordinatore della Consulta dell’Unione Italiana con sede a Capodistria dopo le tesi contrapposte sulle delibere dell’Unità amministrativa capodistriana. A seguito del comunicato diffuso da Astrid Del Ben, in cui accusa apertamente il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, di ostacolare il processo di regolarizzazione e di mettere a rischio l’unitarietà della Comunità Nazionale Italiana, è arrivata una dura replica da parte dello stesso Tremul.

Riassunto delle puntate precedenti

Il presidente dell’UI ha risposto con un comunicato e una conferenza stampa tenutasi oggi, lunedì 23 giugno, presso la sede dell’UI a Capodistria. Ha contestato punto per punto le accuse, ricordando che la questione debba essere affrontata soltanto avendo ben chiaro il contesto ampio e la cronologia delle decisioni. “Ho deciso di convocare la stampa perché in questi giorni si stanno riportando le notizie in maniera distorta, quasi ci fosse una sorta di amnesia che fa ricordare solo quello che è stato detto ieri e non quello che è accaduto un anno fa, due anni fa o dieci anni fa”. Per questo Tremul ha presentato un riassunto delle “puntate precedenti”, a partire dal 1998, quando venne adottato l’attuale modello statutario, frutto di un lungo e discusso accordo politico tra i Governi di Italia e Slovenia, che avrebbe garantito per decenni una gestione unitaria ed efficace della CNI nei due Paesi. Nel contesto ha rievocato la contestata riunione a inizio dello scorso anno individuata come drastico punto di rottura. “La Consulta dell’Unione Italiana con sede a Capodistria per la prima volta si riunisce e delibera in separata sede e non congiuntamente con l’Assemblea dell’UI, in una riunione segreta, nominando Astrid Del Ben quale coordinatrice dell’UI di Capodistria. Per la prima volta una decisione dell’Assemblea dell’UI viene palesemente violata da sette suoi componenti. Nessun provvedimento è stato assunto nei riguardi dei consiglieri protagonisti di questo fatto senza precedenti”. Una procedura, sostiene Tremul, priva di legittimità che lo ha portato a fare ricorso all’Unione Amministrativa di Capodistria, assieme ad altri consiglieri, ottenendo tra giugno e agosto 2024 l’annullamento della nomina di Astrid Del Ben.

Pesanti conseguenze

Le conseguenze nel funzionamento dell’UI, secondo Tremul, sono però piuttosto pesanti. “Quanto fatto dal 9 gennaio 2024 ad oggi sancisce perentoriamente la divisione della CNI in due corpi sociali distinti”. Il comportamento di sette consiglieri “ha negato le intese internazionali che ci tutelano, sconfessato anni e anni di lavoro della diplomazia e del governo italiano per difendere la nostra unitarietà”. L’attuale situazione è il risultato di una mancanza di norme ad hoc in Slovenia e Croazia per gestire una minoranza transnazionale come la CNI. “Tutti si concentrano sulla parte della decisione amministrativa in cui si scrivono i fattori per cui la registrazione dell’UI a Capodistria non è conforme alla legge slovena sulle Associazioni. Nessuno però si chiede perché non chiediamo ai due stati di Slovenia e Croazia di adottare una legge speciale per noi e per trovare un modo per operare legalmente e unitariamente in ambo i Paesi”, aggiunge ancora il presidente UI. Secondo Tremul, la posta in gioco va ben oltre il piano simbolico. Sono a rischio i rapporti tra le parti slovena e croata dell’Unione Italiana, la tenuta di un’identità culturale condivisa e l’accesso ai finanziamenti pubblici.

Un’amara constatazione

La decisione di intraprendere azioni legali contro Astrid Del Ben nasce dalla convinzione che le sue accuse possano compromettere gravemente i rapporti dell’UI di Capodistria con partner istituzionali, internazionali e politici, minando la credibilità dell’organizzazione sul piano transfrontaliero e locale. Da questa crisi Tremul ha ricavato un’amara constatazione: l’unitarietà della CNI, costruita in trent’anni di impegno condiviso, sembra giunta al capolinea e lo dice senza mezzi termini. “È iniziata una nuova era in cui abbiamo derubricato un valore, la nostra unitarietà a semplice burocrazia. Non ci sarà più una sola Unione Italiana, ma due. Una in Slovenia e una in Croazia, ritornando a una logica di divisione che ricorda gli anni ‘90, quando l’Istria venne separata da un confine artificiale. Un muro alzato dagli stessi membri della CNI”. Sarà ora necessario ripensare forme e strumenti per preservare, per quanto possibile, l’unità dell’Unione Italiana. Occorrerà farlo attraverso il dialogo, con un approccio costruttivo e con la collaborazione propositiva di tutta l’Unione Italiana, secondo il presidente dell’UI, che chiude con una domanda aperta: “Sono curioso di sentire cosa proporranno i sette consiglieri come alternativa”.

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