Maxi tasse Ue sul tabacco, allarme Zagabria: «A rischio 10mila posti»

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Maxi tasse Ue sul tabacco, allarme Zagabria: «A rischio 10mila posti»
Caffè, mare, sole e sigarette per queste due ragazze su una spiaggia quarnerina. Foto Željko Jerneić

La Commissione europea propone un forte aumento delle accise sui prodotti del tabacco: +73%, da 124,2 a 215 euro per mille sigarette. Una misura che, secondo la Croazia, metterebbe in difficoltà l’intero settore e favorirebbe l’espansione del mercato nero.

La Croazia vanta una filiera del tabacco integrata, dalla coltivazione in Slavonia e Podravina fino alla produzione finale in Istria. La filiera impiega circa 10.000 persone, esporta per 400 milioni di euro l’anno e si basa su 300 coltivatori che forniscono il 6% del tabacco europeo con contratti di acquisto garantiti. “Questa industria – sottolinea la l’Associazione croata dei datori di lavoro (HUP) – non può essere trattata come altrove in Europa: è di importanza strategica per il Paese”.

Rischio perdita di entrate e crescita del contrabbando

Secondo le analisi dell’Associazione, la domanda di prodotti del tabacco in Croazia è molto più sensibile ai prezzi di quanto ritenga la Commissione. Un aumento così forte delle accise, spiegano, non farebbe crescere il gettito fiscale ma lo ridurrebbe.

Il bilancio statale rischierebbe di perdere fino a 240 milioni di euro l’anno, quasi un quarto delle attuali entrate da accise sul tabacco. “Quel mercato non sparirebbe – avverte la HUP –, ma si sposterebbe verso l’illegalità, alimentando i traffici illeciti in Croazia e nei Paesi vicini”.

Le forti differenze di prezzo rispetto a Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro metterebbero inoltre la produzione croata in grave difficoltà.

Il nuovo meccanismo TEDOR

Oltre all’aumento delle accise, Bruxelles propone l’introduzione del meccanismo TEDOR, che dirotterebbe il 15% dei ricavi nazionali dalle accise direttamente nel bilancio dell’Unione. Per la Croazia significherebbe un costo aggiuntivo stimato di 152 milioni di euro l’anno.

“TEDOR non genera nuove entrate – spiega la HUP –, ma trasferisce risorse esistenti a Bruxelles, in contrasto con il principio dei redditi propri dell’Ue. Inoltre, si basa su una base imponibile in calo, quella dei consumi di tabacco, ed è quindi insostenibile”.

Complessivamente, l’Associazione calcola perdite per circa 400 milioni di euro l’anno per le casse pubbliche.

La HUP invita il governo croato a respingere il meccanismo TEDOR e a tutelare il proprio margine di sovranità fiscale. Si oppone anche all’introduzione della tassa CORE per le grandi imprese, che – secondo l’Associazione – ridurrebbe ulteriormente la competitività dell’economia.

Gli industriali propongono invece una posizione comune con gli altri Paesi della regione, per negoziare in modo più efficace con Bruxelles. Suggeriscono inoltre un aumento graduale e moderato delle accise, per evitare shock sui prezzi e l’espansione del mercato nero.

Commercio illegale nell’Ue: perdite da 17 mld di euro 

La HUP mette in guardia anche da accise troppo elevate sui prodotti a rischio ridotto, come tabacchi riscaldati e liquidi per sigarette elettroniche. “La tassa proposta sulle bustine di nicotina ridurrebbe le vendite dell’86%, scoraggiando i fumatori dal passare a opzioni meno dannose”, avverte l’Associazione.

Secondo i dati citati, l’Unione europea perde già 17 miliardi di euro l’anno a causa del commercio illegale di sigarette. Un ulteriore aumento delle imposte – sostengono – non migliorerebbe la salute pubblica, ma solo i profitti dei contrabbandieri.

A ottobre 2024, l’accisa media in Croazia era di 128 euro per mille sigarette, appena il 14% sotto la media europea in rapporto al potere d’acquisto: “Non c’è spazio per un aumento così drastico come quello proposto dalla Commissione”, conclude la HUP.

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