Locali aperti: Fiume e Laurana nella black list

Locali chiusi ad Abbazia. Foto Nel Pavletic/PIXSELL

I furbetti del quartierino e sciacalli di ogni genere non si smentiscono mai: c’è sempre qualcuno a volerla fare franca e a trarne profitto anche in situazioni d’emergenza come quella che viviamo da un mese a questa parte.
Avvertimenti, misure restrittive e controlli rafforzati non bastano. Nei giorni scorsi il numero di ristoratori che ignorano il lockdown è aumentato a vista d’occhio. In tre settimane gli ispettori hanno fatto chiudere e multare 26 locali, tra bar, pizzerie, pasticcerie, ecc. La maggior parte a Zagabria (9) seguita da Fiume (6), ma anche a Laurana (1). Diversi casi si sono verificati in Dalmazia, a Zara e Spalato. Questi furbetti ora si ritrovano col locale chiuso e con una multa da pagare. Danno materiale doppio, senza dimenticare le parole del ministro degli Interni, Davor Božinović: “Si segna tutto, ricorderemo il comportamento di ognuno, una volta che sarà finita…”.
Gli ispettori di mercato invece hanno avuto da fare con sciacalli che hanno fatto lievitare il prezzo di beni che dovevano esser esclusi da qualsiasi aumento su indicazione del governo. Sono stati effettuati 700 controlli nei confronti di attività commerciali, la maggior parte si è attenuta alle disposizioni, ma nei confronti di 16 sono partite denunce per aver fatto lievitare i prezzi su cibo per neonati, pannolini, pasta, farina e olio.

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