Lo spazio al servizio della Terra

Il Museo di scienze naturali della Croazia a Zagabria ha ospitato la conferenza dell’ingegner Giacinto De Paris dell’Agenzia spaziale europea in occasione della Giornata Nazionale dello Spazio. L’evento è stato promosso dall’Ambasciata italiana in Croazia

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Lo spazio al servizio della Terra

Secondo appuntamento nella capitale croata dedicato alla quinta edizione della Giornata Nazionale dello Spazio, su iniziativa dell’Ambasciata d’Italia a Zagabria. Presso il Museo di scienze naturali della Croazia si è infatti tenuto la conferenza “The European Space Agency: exploring the Universe… and improving life on Earth” con l’ingegnere Giacinto De Paris dell’Agenzia spaziale europea (ESA) che ha parlato dell’importanza e dell’impatto che le esplorazioni e le tecnologie spaziali hanno per la nostra vita e per la conoscenza della Terra. L’evento è stato anche un’occasione per presentare una guida astronomico-turistica creata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica che presenta Roma in una chiave nuova, seguendo le tappe dedicate all’astronomia con luoghi e monumenti intessuti di riferimenti alle stelle, meridiane, segni zodiacali e tempo. La guida era disponibile gratuitamente previo il superamento di un quiz sulla cultura italiana. La relazione si è svolta in lingua inglese.

Ad introdurre la serata è stata la consigliera Maria Cristina Costa, vice capo missione dell’Ambasciata d’Italia a Zagabria, che ha raccontato gli inizi precoci dell’industria aerospaziale italiana, capace già negli anni ‘60 a lanciare il suo primo satellite e diventare oggigiorno il terzo contribuente più grande dell’ESA, l’Agenzia spaziale europea. Ha ribadito che l’incontro di ieri si colloca nell’ambito della Giornata italiana dello spazio e ha definito come “un’affascinante avventura” le missioni di cui l’ESA è stata ed è attualmente responsabile. È stato inoltre sottolineato il contributo della ricerca in questo settore, che produce “servizi che cambiano la vita” e “cambiano la società”.

I successi storici

Per Giacinto De Paris “è un piacere trovarsi in Croazia, un Paese che sta facendo passi importanti per prendere parte all’ESA e nel quale sono presenti centinaia di scienziati ed ingegneri”. Parlando della sua carriera, si è soffermato particolarmente sul progetto spaziale AGILE, noto come Astrorivelatore Gamma a Immagini LEggero, una missione italiana lanciata nel 2007 dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dedicata allo studio dei raggi gamma dell’Universo, definendola “un vero successo italiano”. Il satellite, dedicato alla rilevazione delle radiazioni di onda gamma e X, le più forti presenti nel cosmo, è stato completamente costruito da un consorzio delle Università di Bologna, Roma, Milano e Trieste. In questo tipo di impresa, l’Italia aveva un concorrente, precisamente la Nasa, l’agenzia spaziale degli Stati Uniti. “Il nostro era un budget relativamente modesto, sotto i 100 milioni di euro mentre la Nasa disponeva di un miliardo”, ha raccontato De Paris aggiungendo che durante i rilevamenti sono state rilevate delle misurazioni inaspettate ed è sorto il dubbio se si trattasse di un errore tecnico o se si è trattata invero di una scoperta nuova. E il responsabile della missione dichiarò “io credo ai miei satelliti”, ha raccontato. Alla fine, i risultati sono stati pubblicati e la loro validità è stata dimostrata, guadagnandosi il premio Bruno Rossi, assegnato dalla Società astronomica americana. In seguito, la tecnologia usata nel satellite italiano è stata applicata in una serie di apparecchiature medicinali come le TAC e le foto a raggi x per ridurre il numero di radiazioni dannose che il corpo deve assorbire. Si è trattato, in conclusione, di “uno dei rari casi dove la tecnologia europea è andata negli Stati Uniti, e non il contrario.

I misteri del cosmo

Si è passato poi al tema centrale del discorso, ovvero a quali siano le missioni attualmente promosse dall’ESA e perché questo tipo di ricerche siano importanti per tutti. Dell’ESA fanno parte 23 stati e il budget a disposizione è di circa 7,68 miliardi di euro. Oltre 2600 gli impiegati e 6000 i cooperanti. Lo scienziato italiano ha precisato che una parte del denaro disponibile viene ridistribuito tramite vari canali nel settore industriale.

Per quanto riguarda l’esplorazione del nostro sistema solare, i vari satelliti hanno visitato quasi tutti i pianeti, e alcuni sono funzionanti ancora oggi, come il “Mars Express” che orbita intorno a Marte già da 20 anni e continua a scattare foto del pianeta.

“Ma vogliamo fare di più”, ha annunciato De Paris. È in piano il ritorno su Marte con un rover capace di scavare un buco nel terreno di 2 metri di profondità, dove, si suppone, possano trovarsi nuove indicazioni su una possibile presenza di forme di vita in epoche remote. Si tratta di un progetto congiunto con la Nasa, mentre la collaborazione con la Russia è stata interrotta in seguito agli avvenimenti bellici iniziati nel 2022. Un altro ambizioso progetto è di lanciare nuove spedizioni verso Saturno, studiare la sua fascia di asteroidi e di far atterrare un piccolo robot sulla luna di Saturno, Enceldaus. Ma si tratta di un progetto a lungo termine sul quale si lavorerà per i prossimi 15 anni.

L’ESA ha propriamente 11 astronauti, tra cui due sono italiani, e citiamo la celebre Samantha Cristoforetti. Il loro lavoro viene svolto sulla Stazione spaziale internazionale (ISS). L’Europa ha contribuito all’ISS con il proprio modulo Columbus, costruito da un’azienda italiana, nonché con la grande cupola dalla quale si può vedere chiaramente la Terra, e la mano robotica. Nello spazio si fanno svariati esperimenti in vari campi, come lo studio della coltivazione delle piante nello spazio, la creazione di tipi specifici di cristalli usati in campo medico, o la crescita di tessuti organici. L’ISS, dopo oltre 20 anni nello spazio, ha però problemi sempre più grandi. Gli Usa da soli spendono 3 miliardi di dollari all’anno per la manutenzione. In generale, ha informato De Paris, il mercato spaziale vale 530 miliardi di euro. L’Europa sta investendo attualmente 1,57 miliardi ed è in una fase di crescita. Lo stesso vale per la Cina mentre gli Stati Uniti stanno costantemente diminuendo i propri investimenti.

“Vogliamo ritornare sulla Luna”, ha annunciato De Paris, in collaborazione con la Nasa. In quest’impresa, alla quale la Repubblica Popolare Cinese sta già lavorando, viene considerata “un concorrente”. Secondo lo scienziato, la Luna non offre risorse importanti ma è piuttosto una specie di campo base, un modello da applicare per le possibili future missioni su Marte.

Il verso dell’Inferno di Dante

Osservando i sistemi solari al di fuori del nostro, una priorità è la scoperta di pianeti che possiedono proprietà simili a quelle della Terra, permettendo dunque di essere potenzialmente abitabili per l’uomo. E la ricerca potrà durare, poiché si calcola che “ci sono 10 stelle per ogni granello di sabbia sulla terra”. Un aspetto particolare sono i sistemi solari “orfani”, cioè non appartenenti ad alcuna galassia. Il loro sviluppo risulta importante per comprendere le proprietà della materia oscura. Malgrado tutti questi temi sembrino astratti e distanti dalle difficoltà già presenti qui attorno a noi, De Paris ha spiegato che capire meglio come funziona l’Universo porta sempre a dei benefici pratici, a delle applicazioni che migliorano la qualità della vita in generale. Questi benefici però, arrivano solo dopo anni o perfino decenni.

Un dettaglio sottile è stata la citazione di Dante, su una slide, dei versi dell’Inferno, canto XXVI, 119-120: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

Un ultimo pensiero, più spirituale che scientifico, di De Paris è che “guardando dallo spazio, non si vedono le linee di frontiera. Il nostro pianeta è uno, unico e fragile”. E se le cose davvero stanno così, è lecito, secondo noi, desiderare e sperare che in futuro i dissidi tra i vari “avventurieri” spaziali e lo stesso concetto di “competizione” scompariranno, a beneficio di tutta l’umanità.

Il prof De Paris sarà martedì 16 dicembre a Fiume dove parlerà di spazio e tecnologia con i ragazzi della Scuola media superiore italiana di Fiume.

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