L’Italia chiude i confini alla Bosnia, ma non alla Serbia

Attività fisica per queste persone sulla terrazza del Pincio a villa Borghese. Foto: IPA/PIXSELL

C’è anche la Bosnia ed Erzegovina, ma non la Serbia e tantomeno la Croazia, nella lista dei 13 Paesi a rischio da cui non si potrà entrare in Italia. Lo dispone un’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Divieto di ingresso e transito in Italia per chi nei quattordici giorni antecedenti ha soggiornato o è transitato nei seguenti 13 Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia ed Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana. “Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi”, dice Speranza.
In Bosnia ed Erzegovina nelle ultime settimane il numero dei contagiati è cresciuto in modo esponenziale (oggi i casi erano 218), come pure in Serbia (oggi 266 nuovi contagi), dove da diverse sere si registrano violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine e, quindi, la possibilità di nuovi focolai è altissima. Ma Roma non ha ritenuto opportuno inserire la Serbia in questa lista nera.
Contagi in leggera risalita
Intanto, è in risalti il numero dei nuovi contagiati da Covid in Italia: sono 229 nelle ultime 24 ore (erano stati 193 ieri). Più della metà (119) in Lombardia. Il totale è 242.363. I morti sono stati 12, contro i 15 di ieri. Complessivamente le vittime sono così diventate 34.926. Sono i dati forniti oggi dal ministero della Salute.
Scendono a 69 i pazienti affetti da Covid in terapia intensiva, due in meno di ieri. Quasi la metà (30) sono in Lombardia; seguono Lazio (13), Piemonte ed Emilia Romagna (10). I ricoverati con sintomi sono 871 (-18), 12.519 le persone in isolamento domiciliare, in calo rispetto a ieri.

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