L’Istria tiene duro

Sono ancora soltanto 6 i casi conclamati, di cui 2 sulla via della completa guarigione e quindi delle dimissioni

Strade deserta a Pola. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Nel clima generale in cui s’aggrava la situazione epidemiologica, l’Istria pare nata sotto una buona stella: sono ancora soltanto 6 i casi conclamati, di cui 2 sulla via della completa guarigione e quindi delle dimissioni. Quanto ai 12 sospetti più recenti, 3 sono risultati negativi e per gli altri 9 i tamponi sono in attesa di esame alla clinica “Fran Mihaljević” di Zagabria. Siccome però a Zagabria la pressione dei test comincia a farsi impellente per via della diffusione del Covid-19 tra il personale medico di diversi ospedali e cliniche, non c’è verso per avere delle notizie immediate. Lo ha dichiarato l’infettivologo Aleksandar Stojanović della Protezione civile regionale. Secondo il medico il quadro epidemiologico istriano risulta infatti eccezionalmente favorevole. Se lo deduce dal fatto che tutti i sospetti sono recenti rientri dall’estero e precisamente dall’Italia e dall’Austria, ai cui centri sciistici e ristoranti sono legati per motivi di lavoro. La buona notizia è che i sintomi rientrano nella classe dei disturbi respiratori e generici lievi. Se ne conclude inoltre che l’agente patogeno non è ancora in libera circolazione tra la popolazione locale.
Gli avvertimenti
​Ma questo non significa che le cose non possano cambiare dall’oggi al domani e per tale motivo il capo della Protezione civile Dino Kozlevac e la sua squadra vigilano sulla corretta osservazione delle misure preventive in atto. Alcuni negozi le osservano scrupolosamente, altri in linea di massima, e altri ancora quasi per niente, questo il giudizio di Kozlevac che a questo punto impone alle direzioni dei supermercati di “limitare assolutamente l’ingresso dei clienti e vigilare sulle distanze di sicurezza, pena la chiusura dei negozi”. Banche e distributori di benzina restano a disposizione della cittadinanza, come sempre, ma anche qui nel rispetto della “lontananza” tra i clienti. Nessun divieto nemmeno per le opere pubbliche, che continueranno perché “altrimenti si rischierebbe anche il collasso della circolazione nel traffico, cosa che deve essere prevenuta”.
Possibili i divieti assoluti di uscita per gli over 65? Per il momento non se ne parla, anche se gli anziani rispettano di per sé le raccomandazioni a non uscire, con pochissime eccezioni alla regola. Dovesse peggiorare la situazione, si potrebbe anche ricorrere a misure di coprifuoco nel vero senso della parola, stando a Stojanović. Che fare invece con le gite fuori porta, visto che siamo vicini alla stagione delle grigliate? Kozlevac è favorevole: “L’Istria è grande, la gente deve poter respirare. Si vada pure in campagna a prendere il sole e a raccogliere gli asparagi, ma in piccoli gruppi di familiari, non certo in massa. Quanto alle grigliate, sono vietate per altri motivi e da altre leggi”, ha concluso Kozlevac. Che dire invece della situazione di un noto call center polese, per altro gestito da proprietari italiani? La situazione si sta facendo grave perché si lavora al chiuso, gomito a gomito, in spazi poco aerati per definizione. Il capo della Protezione civile istriana conferma di essere a conoscenza del problema e dichiara che “ci stanno lavorando”. Ma la questione degli uffici riguarda un po’ tutti. La raccomandazione è di lavorare da casa, se possibile. Di eventuali chiusure forzate per ora non si discute.
Violazione dell’autoisolamento
Intanto la Polizia ha evidenziato 12 casi di violazione dell’autosilamento. I trasgressori sono stati demandati all’ispettorato di Stato.

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