L’ex ministra Gabrijela Žalac in carcere il 10 novembre

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L’ex ministra Gabrijela Žalac in carcere il 10 novembre
Foto: Patrik Macek/PIXSELL

Il Tribunale di Vukovar ha respinto il ricorso presentato dall’ex ministra dello Sviluppo regionale e dei Fondi europei, Gabrijela Žalac, che chiedeva il rinvio dell’inizio dell’esecuzione della pena detentiva. Žalac dovrà quindi presentarsi entro la mezzanotte del 10 novembre nel carcere di Remetinec, a Zagabria, per iniziare a scontare la condanna a due anni di reclusione legata all’inchiesta nota come “caso Softwer”.

Come confermato dal portavoce della Corte di Vukovar, Goran Miličević, l’ex ministra non ha più alcuna possibilità legale di impugnare la decisione. Inizialmente avrebbe dovuto presentarsi in carcere il 6 ottobre, ma aveva chiesto una proroga per motivi professionali. Dopo il primo rifiuto, Žalac aveva presentato un ulteriore reclamo, anch’esso respinto.

Nel Centro di diagnostica di Remetinec i condannati vengono sottoposti a valutazioni mediche, psicologiche e sociali prima che venga deciso in quale istituto penitenziario sconteranno la pena e secondo quale programma di reinserimento.

Gabrijela Žalac era stata condannata lo scorso giugno dal Tribunale regionale di Zagabria a due anni di reclusione, nell’ambito di un accordo con la Procura europea (EPPO), per il reato di truffa legato al sovrapprezzo pagato per un software del Ministero che lei stessa dirigeva.

Secondo quanto comunicato dall’EPPO, la condanna era frutto di un accordo tra le parti dopo che Žalac aveva ammesso la propria colpevolezza e versato 200.000 euro come parziale risarcimento del danno. Il diritto dei creditori a richiedere il rimborso del resto della somma rimane tuttavia valido secondo il principio di responsabilità solidale.

A settembre, Žalac è stata inoltre condannata a sette mesi di carcere per abuso d’ufficio e violazione dei doveri di servizio, per aver usato fondi pubblici per spese personali. Anche in questo caso, la condanna è arrivata dopo una confessione e un accordo con l’EPPO, con il versamento di circa 9.700 euro come risarcimento integrale del danno.

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