La recente reintroduzione del servizio militare obbligatorio in Croazia ha sollevato domande e preoccupazioni tra i membri della diaspora croata e i cittadini con doppia cittadinanza. Dopo che l’Australia ha emesso un avviso ai suoi cittadini che possiedono anche la cittadinanza croata, il Ministero della Difesa croato ha chiarito come funzioneranno le nuove regole.
“Ogni persona che possiede la cittadinanza della Repubblica di Croazia, indipendentemente dal Paese in cui vive, è soggetta all’obbligo di leva”, ha spiegato il Dicastero della Difesa al sito tportal.
In base alla nuova Legge sulla difesa, l’obbligo militare riguarda tutti i cittadini croati abili al servizio, a partire dall’anno in cui compiono 18 anni, e dura fino al compimento dei 30 anni o fino all’assolvimento del periodo di formazione militare di base o di servizio civile.
Saranno esentati solo coloro che sono dichiarati inabili al servizio, coloro che hanno già svolto la leva o il servizio civile in un altro Paese del quale possiedono la cittadinanza, nonché studenti della scuola di polizia, membri del clero o religiosi.
Chi invece ha ottenuto la cittadinanza croata per discendenza o naturalizzazione, e non ha adempiuto all’obbligo militare nel proprio Paese d’origine, dovrà farlo in Croazia.
I cittadini croati residenti all’estero devono registrarsi presso l’Ambasciata o il Consolato croato nell’anno in cui compiono 18 anni per essere inseriti nelle liste militari. Chi non l’ha fatto dovrà farlo entro i 29 anni.
Il Ministero non ha però spiegato come intenda far rispettare la misura ai residenti all’estero, ma la legge prevede sanzioni pecuniarie. Chi non risponde alla chiamata senza motivo valido o non si presenta per il servizio civile rischia multe da 250 a 1.320 euro.
In sintesi, anche i croati della diaspora — compresi coloro con doppia cittadinanza — potranno essere chiamati alla leva, a meno che non dimostrino di aver già assolto il servizio militare nel Paese in cui risiedono.
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