La Croazia si prepara ad affrontare le prime serie avvisaglie di un’ondata di calore nei prossimi giorni. Il Servizio meteorologico statale (DHMZ) ha emesso le prime allerte gialle per caldo della stagione, previste per lunedì 21 luglio in cinque aree del Paese: Zagabria, Karlovac, Osijek, Spalato e Ragusa (Dubrovnik).
L’allerta gialla indica condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani, bambini e persone con patologie croniche.
Secondo le previsioni, le temperature inizieranno ad aumentare gradualmente da domani, venerdì 18 luglio, con massime che passeranno dai 29 gradi previsti per venerdì ai 32–34 °C attesi nel fine settimana. Il picco del caldo arriverà lunedì, con valori massimi fino a 35 gradi, sufficienti a far scattare le prime misure preventive.
Sebbene non si tratti ancora di un’ondata di calore estrema come quelle registrate negli anni passati, l’attuale evoluzione climatica suggerisce che l’estate sta entrando nella sua fase più intensa, con la possibilità di un ulteriore aumento delle temperature e l’estensione delle allerte ad altre regioni.
Giugno da record per caldo e siccità
Già il mese scorso, la Croazia ha sperimentato un giugno insolitamente caldo e secco. Secondo i dati del DHMZ, le temperature medie sono state superiori di 2,4 a 3,9 gradi rispetto ai valori stagionali. Alcune località, tra cui Zagabria, Knin e Bilogora, hanno registrato “il giugno più caldo mai rilevato”.
Un’ondata di calore a metà giugno aveva portato le temperature fino a 38,6 °C, con un impatto significativo su tutto il territorio nazionale e una durata variabile da tre a cinque giorni, a seconda della regione.
Contestualmente, ampie zone del Paese sono state colpite da una grave siccità. In città come Osijek, Karlovac e Makarska, le piogge sono state praticamente assenti per tutto il mese, causando i primi danni all’agricoltura.
Secondo Copernicus, il servizio europeo per il monitoraggio del clima, l’ondata di calore di giugno è stata aggravata dalla presenza di “cupole di calore” – strutture atmosferiche che intrappolano masse d’aria calda, mantenendo alte temperature per più giorni consecutivi. Questo fenomeno ha aumentato il rischio di inquinamento dell’aria, stress termico e incendi boschivi.
Se il trend attuale dovesse continuare, le autorità potrebbero “ampliare le allerte” nei prossimi giorni e raccomandare ulteriori misure di protezione per la salute pubblica.
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