Legge sulla cittadinanza e risorse: la strategia dell’Unione italiana

Tremul: «Serve adeguare gli stanziamenti a inflazione e costo della vita. Nel 2026 non ci sono le condizioni»

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Legge sulla cittadinanza e risorse: la strategia dell’Unione italiana
Maurizio Tremul. Foto Roni Brmalj

Il presidente dell’Unione italiana, Maurizio Tremul, chiarisce le priorità del dialogo in corso con le autorità italiane: al centro, soprattutto, la Legge sulla cittadinanza, tema definito “molto, molto sentito dai nostri connazionali”, cui è legato “un valore affettivo e non speculativo”. Nel corso degli incontri – e di quelli che verranno organizzati nei prossimi mesi – si è discusso anche di finanziamenti, seppure in maniera subordinata.

Quanto alla possibilità di incrementare le risorse, Tremul indica una data precisa: il 2027. Una scelta dettata non da motivazioni politiche ma da ragioni strettamente pratiche. “In Italia si sta discutendo ora della finanziaria 2026, e dalle cronache emerge un confronto molto acceso”, osserva il presidente. “In queste condizioni è evidente che non si possa immaginare un aumento dei finanziamenti già per il 2026. Non ci sono le condizioni”.

Da qui la decisione di guardare all’anno successivo. “Un incremento è necessario, per adeguare gli stanziamenti al costo della vita, all’inflazione e ai cambiamenti economici in corso”, spiega Tremul.

“Ritengo corretto lavorare sul 2027 e non sul 2026: oggi raggiungere l’obiettivo sarebbe praticamente impossibile. Mi impegnerò da gennaio affinché l’aumento venga inserito nel bilancio del 2027”.

Proprio l’incertezza di questa fase, conclude il presidente, rende impossibile per l’Unione italiana fornire ulteriori dettagli: “È per questo che i comunicati stampa non possono essere più precisi. Ogni valutazione concreta potrà essere fatta solo nei prossimi mesi”.

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