«Le sedi delle nostre CI non sono vuote»

La «Dante Alighieri» e la «Pasquale Besenghi degli Ughi» replicano alle dichiarazioni di Marko Gregorič

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«Le sedi delle nostre CI non sono vuote»
Palazzo Manzioli, sede delle CI di Isola (foto: Elena Bubola)

Le Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” e “Pasquale Besenghi degli Ughi” di Isola hanno diffuso un comunicato stampa congiunto per replicare alle dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, Marko Gregorič, durante la trasmissione “Dentro i fatti” andata in onda lo scorso 28 luglio. Al centro della presa di posizione vi sono le affermazioni riguardanti la partecipazione alla vita delle Comunità e il presunto clima che si sarebbe instaurato al loro interno.

Nel documento le due Comunità ritengono innanzitutto doveroso precisare che l’affermazione secondo cui le loro sedi sarebbero “vuote” non corrisponde alla realtà. A sostegno della loro tesi richiamano le numerose iniziative culturali, sociali e aggregative organizzate nel corso dell’anno, che registrano una partecipazione significativa e testimoniano, a loro dire, l’interesse e la vitalità della Comunità Nazionale Italiana.
Le due associazioni riconoscono che non tutte le attività trovano spazio sui mezzi d’informazione, attribuendo questa situazione ai consistenti tagli che hanno interessato le emittenti della Comunità. Ciò, sottolineano, non significa che le iniziative siano prive di partecipazione o di interesse. Proprio per garantire una maggiore informazione e visibilità, ricordano inoltre di promuovere direttamente gli appuntamenti attraverso il portale Il Mandracchio online e le rispettive pagine sui social network.

Nel comunicato si evidenzia inoltre come ciascuno sia libero di gestire il proprio tempo in base agli impegni lavorativi, familiari e personali. Per questo motivo, qualora Marko Gregorič abbia scelto, a titolo personale, di non frequentare più la sede di Palazzo Manzioli, le due Comunità affermano di rispettare tale decisione. Allo stesso tempo, ritengono però necessario distinguere la sfera privata dal ruolo istituzionale ricoperto. Secondo quanto si legge nel testo, chi rappresenta la Comunità e ricopre un incarico ai vertici dell’Unione Italiana dovrebbe garantire una presenza attiva e concreta nella vita associativa, partecipando alle iniziative, sostenendone le attività e mantenendo un rapporto diretto con i soci e con le realtà del territorio.

Le Comunità sottolineano inoltre che la partecipazione non può essere richiesta esclusivamente agli altri, ma deve coinvolgere tutti, in particolare coloro che ricoprono incarichi di responsabilità e di rappresentanza.

Un altro passaggio del comunicato riguarda la definizione di un presunto “clima di odio”, che le due Comunità dichiarano di non condividere. Al loro interno, spiegano, esiste un confronto che talvolta può essere anche acceso, ma che rientra nella normale dialettica democratica e associativa. Confronto, critica e dissenso, si legge ancora, non devono essere confusi con l’odio; se espressi nel rispetto reciproco rappresentano invece strumenti fondamentali per discutere, migliorare e rafforzare le istituzioni della Comunità Nazionale Italiana nel contesto democratico attuale.

In conclusione, le Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” e “Pasquale Besenghi degli Ughi” ribadiscono l’intenzione di proseguire con impegno nella promozione della cultura, della lingua, delle tradizioni e della partecipazione della Comunità Nazionale Italiana, esprimendo la convinzione che il futuro delle proprie realtà associative dipenda dalla capacità di essere presenti, partecipativi ed empatici gli uni nei confronti degli altri.
Il comunicato è firmato dai presidenti Michele Fatigato, per la Comunità degli Italiani “Dante Alighieri”, e Robi Štule, per la Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi”.

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