Le pericolose intenzioni del Partito sovranista

Ladislav Ilcic. Foto: Ivo Cagalj/PIXSELL

Non ha mancato di suscitare perplessità, polemiche e se vogliamo anche paure, la presentazione del Partito sovranista croato che ha reso pubblica la propria piattaforma elettorale in vista delle parlamentari che si terranno in autunno. La formazione politica, come informa l’agenzia di stampa “Hina”, ha chiesto cambiamenti nella Legge elettorale e nella Costituzione, annunciando un processo di “decomunistizzazione” nonché provvedere all’annullamento della dichiarazione etnica e di fatto delle minoranze presenti in Croazia. Secondo l’esponente dei sovranisti Ladislav Ilčić, il partito sarebbe in grado di offrire “una soluzione alla questione delle minoranze etniche che terrorizzano la maggioranza della popolazione” (chiaro il riferimento a quella serba, ma non è stato fatto alcun distinguo con le altre compresa la nostra che viene considerata autoctona). “La nazionalità verrà definita non su base etnica, ma di cittadinanza”, ha detto Ilčić, così che la Croazia diventi “un paese di cittadini uguali, e non ci siano più divisioni”. Se non è questa pulizia etnica, il fil rouge che la separa, da un qualcosa di tanto inaccettabile quanto pericoloso, è molto, molto sottile. I sovranisti, così si sono espressi, si opporranno all’ingresso della Croazia nell’area euro, spiegando che la valuta nazionale, la kuna, è “l’ultimo bastione della sovranità nazionale”. Un partito che chiaramente guarda all’estrema destra, visto che quest’opzione politica in 25 anni è andata via via scomparendo. Con i propositi espressi nella presentazione rischia di fare la stessa fine.

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