Un anno fa, a Lussinpiccolo, Boško Kostović, Marko Topić e Denis Šarić, membri dell’equipaggio del traghetto Lastovo della compagnia di navigazione Jadrolinija con sede a Fiume, persero la vita nella più grave tragedia nella storia del vettore navale nazionale. La rampa d’accesso del ferry boat crollò improvvisamente sui tre marinai, uccidendoli sul colpo. Un quarto membro dell’equipaggio rimase gravemente ferito.
Il ricordo
Oggi, 11 agosto, nel primo anniversario della tragedia, tutte le sirene delle navi della Jadrolinija hanno suonato in segno di lutto. Una delegazione della compagnia ha deposto corone in mare nel punto in cui avvenne l’incidente, mentre nella sede centrale si è tenuto un momento di raccoglimento in memoria delle vittime, guidata da don Mario Gerić dell’Apostolato del Mare dell’Arcidiocesi di Fiume.
“L’11 agosto è una data profondamente emotiva per tutti noi – ha dichiarato la direzione della Jadrolinija –. I nostri pensieri vanno alle famiglie dei tre marinai, per le quali quest’anno è stato particolarmente duro. La nostra priorità strategica è migliorare il sistema di gestione della sicurezza, affinché tragedie simili non si ripetano”.
Le responsabilità e le indagini
L’inchiesta condotta dal Ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture ha individuato come responsabili l’ex presidente della Jadrolinija, David Sopta, il comandante del traghetto Lastovo, Goran Đolonga, e la stessa compagnia, accusata di non aver istituito un adeguato sistema di gestione della sicurezza e di non aver applicato le norme previste. Sopta e altri due membri della precedente direzione furono rimossi sei mesi dopo l’incidente.
A febbraio, la Procura di Stato regionale con sede a Fiume ha avviato un’indagine nei confronti del comandante 36enne della Lastovo, del primo ufficiale di coperta di 31 anni e del capo coperta 49enne, accusati di aver commesso un grave reato contro la pubblica incolumità.
Secondo l’accusa, l’11 agosto 2024, mentre il traghetto era ormeggiato al molo di Lussinpiccolo, i tre avrebbero agito in violazione delle norme di sicurezza a bordo, delle procedure operative apprese per la gestione della nave e delle regole della professione marittima.
Il risarcimento
Le famiglie delle vittime hanno raggiunto un accordo extragiudiziale per il risarcimento del danno non patrimoniale, ricevendo complessivamente 412.000 euro. Restano invece aperte le trattative per i risarcimenti relativi ai danni patrimoniali, come la perdita di reddito per il sostentamento dei familiari. Nel frattempo, il Sindacato dei marittimi croati (SPH) ha presentato una denuncia penale contro Sopta e altre tre persone ritenute responsabili. “Possiamo solo ricordare con dolore i nostri colleghi – ha dichiarato il segretario generale Neven Melvan – ma non accettiamo che la giustizia colpisca soltanto il comandante e l’equipaggio, che non sapevano e non potevano sapere del guasto alla rampa. La verità deve colpire i veri responsabili, come ha dimostrato l’inchiesta”.
«Serve del tempo»
Il presidente del Sabor, Gordan Jandroković, ha ricordato che la questione è di competenza della magistratura, esprimendo l’auspicio che i procedimenti vengano portati avanti e che i colpevoli rispondano delle proprie azioni, pur ammettendo che “serve evidentemente del tempo”. Ha inoltre smentito che il sistema stia proteggendo la precedente direzione della Jadrolinija.
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