L’ambasciatore israeliano in Croazia, Gary Koren, ha lanciato un duro monito al governo di Zagabria, esortandolo a interrompere ogni rapporto diplomatico con l’Iran e a procedere con urgenza a controlli di sicurezza sul personale dell’ambasciata iraniana. Index riporta che secondo il diplomatico, le sedi diplomatiche di Teheran in Europa fungerebbero da copertura per “spie” della Guardia Rivoluzionaria, organizzazione già classificata come terroristica dall’UE.
L’allarme sulle “cellule dormienti”
In un’intervista Koren ha avvertito che il regime iraniano dispone di “cellule dormienti” sparse in tutto l’Occidente. Ha inoltre sottolineato come la vicinanza della Croazia alla Bosnia ed Erzegovina, dove si troverebbero numerosi sostenitori del regime, rappresenti un ulteriore fattore di rischio.
“Non limitatevi a richiamare l’ambasciatore – ha incalzato Koren – chiudete la vostra ambasciata a Teheran e pretendete la chiusura di quella iraniana a Zagabria”.
L’operazione “senza precedenti” contro il programma nucleare
Sul fronte militare, Koren ha definito l’attuale offensiva aerea congiunta tra Israele e Stati Uniti come un evento “senza precedenti” per intensità e coordinamento d’intelligence. L’attacco, iniziato sabato, ha già portato all’eliminazione della Guida Suprema Ali Khamenei e di numerosi vertici del regime.
I principali obiettivi della coalizione sono: il programma nucleare, cioè la distruzione delle scorte di circa 460 kg di uranio arricchito al 60%; le infrastrutture missilistiche, con lo smantellamento delle linee di produzione e dei lanciatori balistici e gli apparati di repressione, dove l’obiettivo è colpire i siti della Guardia Rivoluzionaria e dei Basij, definiti da Koren “i più grandi assassini” del Paese.
Diplomazia al capolinea e minaccia esistenziale
L’intervento militare è scattato nonostante i tentativi di mediazione dell’Oman a Ginevra. Koren ha spiegato che, dopo il conflitto dello scorso anno, l’intelligence ha confermato che l’uranio iraniano era sopravvissuto ai raid precedenti e che Teheran aveva accelerato la produzione missilistica interrando le proprie risorse. “Per noi è una questione di sopravvivenza”, ha ribadito il diplomatico, ricordando che l’ostilità di Teheran risale alla rivoluzione del 1979.
Il nodo delle vittime civili e il caso Minab
Nonostante l’efficacia della difesa aerea israeliana (“Iron Dome”), la tensione resta altissima dopo che un missile iraniano ha colpito una sinagoga a Beit Shemesh, causando nove vittime.
Riguardo alla tragedia della scuola femminile di Minab, nel sud dell’Iran, dove sarebbero morte 160 bambine, l’ambasciatore ha negato ogni responsabilità israeliana o statunitense. Koren ha criticato l’enfasi dei media occidentali su questi episodi, contrapponendola al silenzio internazionale sulla brutale repressione delle proteste interne in Iran, che secondo l’ONU avrebbero causato tra i 5.000 e i 50.000 morti nella sola prima metà di gennaio.
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