L’aggiunta energetica sfuma con l’aumento delle pensioni

Una parte degli ex lavoratori non percepirà o si vedrà corrispondere un importo minore a causa dell’armonizzazione delle quiescenze con il carovita

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L’aggiunta energetica sfuma con l’aumento delle pensioni

Brutte notizie per una grande fetta di pensionati. Già l’anno scorso molte persone della terza età sono rimaste senza la cosiddetta aggiunta Covid, che aveva come scopo di mitigare i problemi causati dalla pandemia, mentre ora rischiano di vedersi sfuggire o diminuire anche l’aggiunta energetica, approvata dal governo per aiutare i cittadini più anziani contro il carovita. Il motivo? L’armonizzazione delle pensioni. L’aggiunta, infatti, viene versata prendendo in considerazione le quiescenze versate in aprile per il mese di marzo, proprio quelle che sono state aumentate in armonia con la maggiorazione dei prezzi al consumo e gli stipendi. Se, invece, fosse stata decisiva la pensione di febbraio pagata in marzo, non ci sarebbe stato alcun problema. Così, molti ora rischiano di non vedersi corrispondere l’aggiunta poiché superano le 4.000 kune o di ricevere meno soldi perché finiti in una classe superiore che prevede un importo più basso.
Il sito mirovina.hr, che si occupa delle questioni inerente alle pensioni e ai pensionati, ricorda che l’aiuto dello Stato viene versato a coloro che percepiscono fino a 4mila kune di pensione. Quindi, quelli che finora avevano una quiescenza di, ad esempio, 3.915 kune potevano contare sull’aggiunta energetica di 400 kune. Ma a causa dell’aumento della pensione del 2,24 per cento, che in questo caso comporta una maggiorazione di 87 kune, non riceveranno il sostegno previsto dal governo.
Per lo stesso motivo, una parte dei pensionati finirà nella classe inferiore, tenendo conto che a essere maggiormente danneggiati saranno coloro che percepiscono la quiescenza più bassa. Infatti, il diritto al più alto importo dell’aggiunta pari a 1.200 kune spetta a coloro a cui viene versata una pensione che non supera le 1.500 kune. Così, se prima dell’armonizzazione percepivano una quiescenza di 1.470 kune, dopo l’aumento percepiranno 32 kune in più e perderanno circa 300 kune di aggiunta, poiché con la pensione di marzo andranno nella classe da 1.500 a 2.000 kune per la quale è previsto il sostegno di 900 kune.
Coloro che invece con l’armonizzazione di marzo hanno superato le 2.000 kune, saranno inseriti nel terzo livello previsto per l’aggiunta che ammonterà a 600 kune, mentre nella classe da 3.000 a 4.000 kune l’aggiunta è pari a 400 kune. Superando il limite di 4mila kune di pensione, l’aggiunta non viene versata.
Inoltre, sempre secondo le spiegazioni del sito mirovina.hr, molti pensionati che l’anno scorso hanno ricevuto l’aggiunta Covid, non percepiranno quest’anno anche quella per il carovita, poiché da allora ad oggi le quiescenze sono state armonizzate due volte.
L’aggiunta energetica che sarà versata in maggio andrà a beneficio soltanto di coloro che percepiscono la pensione croata, mentre in luglio il sostegno sarà pagato anche a coloro che, oltre alla quiescenza croata, percepiscono anche quella dall’estero, a patto che entrambe le pensioni non superino le 4mila kune e che questa persona presenti richiesta agli uffici dell’Ente previdenziale (HZMO).

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