Lager di Jasenovac: «Totalitarismi da condannare sempre e ovunque»

Il Memoriale del campo di concentramento di Jasenovac
Oggi, giovedì 22 aprile, i vertici dello Stato e l’associazione delle vittime celebrano il 76.esimo anniversario della liberazione degli ultimi detenuti del lager ustascia di Jasenovac. Le cerimonie sono state programmate separatamente e sotto rigorose misure epidemiologiche. Secondo le stime oggi più accreditate e condivise tra gli storici, il numero di morti si colloca in una forbice fra 77.000 e 99.000.
La delegazione governativa, guidata dal primo ministro Andrej Plenković, è stata la prima a deporre una corona di fiori. Nell’occasione il premier ha ricordato che “i simboli totalitari, quindi anche quelli del regime ustacia, sono vietati dalla legge in Croazia. Poi bisognerebbe equiparare la prassi giudiziaria…”. Plenković ha quindi aggiunto che “tutti coloro che conoscono la storia croata, che conoscono la storia del lager di Jasenovac, possono comprendere cosa rappresentano questi simboli per gli ebrei, i serbi, i rom e per tutti gli antifascisti e che non vanno assolutamente usati”.
Il Presidente della Repubblica, Zoran Milanović, la cui delegazione includeva anche gli ex Presidenti Stjepan Mesić e Ivo Josipović, l’ex premier Jadranka Kosor, il presidente dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Repubblica di Croazia e il presidente del Memoriale di Jasenovac, Franjo Habulin, nonché i rappresentanti dell’Associazione dei veterani della guerra i e degli antifascisti (VeDRA), ha successivamente deposta una corona di fiori. In questo modo inoltre premier e Presidente, al centro recentemente di una dura polemica, non si sono incrociati.
Jandroković e Radin alla guida della delegazione del Parlamento
Gordan Jandroković e Furio Radin a Jasenovac

A Jasenovac, che si trova nei pressi dell’omonima località sulle rive del fiume Sava, ad un centinaio di chilometri a sud-est di Zagabria, vicino all’attuale confine croato-bosniaco, anche una delegazione del Parlamento, guidata dal presidente Gordan Jandroković e dal vicepresidente e deputato della Comunità nazionale italiana, Furio Radin, ha reso omaggio alle vittime del campo di concentramento del regime ustascia.

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