L’adozione dell’euro già il 1º gennaio del 2023?

Alla Conferenza di Abbazia incentrata sul mercato finanziario in primo piano l’andamento economico, i fondi in arrivo dall’UE e l’ingresso nell’Eurozona

Zdravko Marić. Foto: Patrik Macek/PIXSELL

Il vicepremier e ministro delle Finanze, Zdravko Marić, ha dichiarato ieri alla Conferenza di Abbazia incentrata sul mercato finanziario croato che la flessione dell’attività economica quest’anno sarà leggermente inferiore alle previsioni. La ripresa dovrebbe arrivare nel 2022. L’obiettivo è comunque quello di superare quanto prima la crisi. Il ministro dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile, Tomislav Ćorić, ha dichiarato da parte sua che si punterà a indirizzare quanto più verso l’economia e il settore privato il pacchetto di sostegno europeo di 22 miliardi di dollari, quanti ne dovrebbero essere a disposizione della Croazia negli anni a venire.
Grande interesse ha suscitato in particolare l’intervento alla Conferenza abbaziana del governatore della Banca nazionale, Boris Vujčić, il quale ha sottolineato che il Paese potrebbe adottare l’euro già il 1º gennaio del 2023. Il governatore ha annunciato che prossimamente dovrebbe essere varato il piano nazionale sulla sostituzione della kuna con la moneta unica europea. L’intento delle autorità – ha assicurato – è quello di creare quanto prima le condizioni giuridiche e logistiche per l’introduzione dell’euro già all’inizio del 2023. La pandemia da coronavirus, secondo il governatore, non dovrebbe incidere sui piani riguardanti l’avvicinamento all’eurozona.
Boris Vujčić ha voluto lanciare pure un messaggio rassicurante a quei cittadini che temono che l’adozione dell’euro possa innescare una spirale di rincari dei prezzi a fronte di una stagnazione degli stipendi e delle pensioni. L’impegno delle autorità, ha lasciato intendere il governatore, sarà indirizzato ora a convincere la cittadinanza che nei Paesi che hanno adottato la moneta comune europea è accaduto proprio il contrario, ossia c’è stato un aumento e non una diminuzione del tenore di vita della popolazione dopo il passaggio all’euro.

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