Lada Tedeschi Fiorio è stata nominata la donna d’affari più potente in Croazia

Foto: HINA/ Liider/ Ratko Mavar/ ds

Lada Tedeschi Fiorio, componente del Consiglio d’amministrazione dell’Atlantic Group, è stata nominata la donna d’affari più potente in Croazia per il secondo anno consecutivo alla conferenza organizzata dal settimanale economico Lider “Donne in Business”.

 

La vicepresidente per la strategia, la crescita aziendale e lo sviluppo dell’Atlantic Group si è posizionata in cima alla lista delle 10 donne più potenti, in quanto gestisce ben 740 milioni di euro. Il secondo premio è andato alla presidente del Consiglio d’amministrazione della holding di Zagabria Ana Stojić Deban, mentre il terzo posto è stato appannaggio dalla presidente della Direzione della HBOR Tamara Perko.

 

Alla decima conferenza giubilare “Donne in Business”, è stata pubblicata una classifica delle 300 donne più potenti nel mondo degli affari croati. Il loro potere in fatto di gestione finanziaria ammonta quest’anno a 33,8 miliardi di euro, in leggera diminuzione rispetto all’anno scorso quando ammontava a 36 miliardi di euro. D’altra parte, il potere di gestione delle 50 presidenti delle Direzioni più potenti è passato da 3,6 miliardi a 5,1 miliardi di euro.

Lada Tedeschi Fiorio
Foto: Zarko Basic/PIXSELL

L’elenco delle 300 donne più potenti è composto da 50 presidenti di Direzione, 150 membri di Direzioni e 50 presidenti di Consigli di sorveglianza. Per un elenco speciale delle dieci donne più potenti, oltre al potere manageriale, viene preso in considerazione l’impatto che i manager croati più importanti hanno sull’attività delle aziende e delle istituzioni in cui lavorano, ma anche il loro impatto sull’economia nel suo complesso.

 

Lada Tedeschi Fiorio è dunque una stella di prima grandezza del mondo degli affari croato. Alla domanda della stampa su che cosa cambierebbe nella sua vita, la sua risposta è stata: “Non cambierei proprio nulla. Tutto ciò che è successo mi ha portato al punto in cui sono ora. Dalla vita si possono sempre trarre insegnamento, sta a noi imparare qualcosa da ciò che è avvenuto e discernere le cose positive e quelle negative”.

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