L’Acquario di Verudella augura buon mare a Marvin (video)

Dal 2000, anno di fondazione del Centro per il recupero e la riabilitazione delle tartarughe marine, ne sono state curate 160. Nell’occasione è stata presentata anche la brochure «Salva.Cura.Libera»

La tartaruga Marvin

Marvin è stata restituita al mare ieri mattina nelle acque dell’area marina di San Giovanni. La tartaruga, così battezzata dagli esperti veterinari e biologi marini dell’Acquario di Pola che l’anno curata, si è finalmente rituffata nel suo habitat dopo quasi sette mesi. Il povero esemplare di Caretta caretta, specie a rischio estinzione, era infatti rimasto ferito gravemente da una rete da pesca. Marvin è stato recuperato nei pressi di Capo Promontore lo scorso novembre con gravi lesioni provocate, si presume, da una rete da pesca. Successivamente la tartaruga è stata trasferita all’Acquario di Verudella, dove dal 2000 opera anche il Centro per il recupero e la riabilitazione delle tartarughe marine, nel quale gli operatori hanno provveduto a curare lo sfortunato animali. Dopo il recupero e la cura delle ferite, sono seguiti diversi mesi di convalescenza per consentire la completa guarigione di Marvin, che ieri è stata finalmente riconsegnata alle acque del mare. Al rilascio di Marvin ha assistito una cinquantina di persone. Marvin è stata salutata anche da un gruppo di alunni della Scuola elementare di Medolino. Come evidenziato dagli operatori dell’Acquario e del Centro per il recupero e la riabilitazione delle tartarughe marine, la data della liberazione di Marvin non è stata scelta a caso. Ieri, martedì 16 giugno, infatti, è stata celebrata la Giornata mondiale delle tartarughe marine, che coincide con il compleanno di Archie Carr, conosciuto nel mondo come “il padre della biologia delle tartarughe marine”, specie a cui ha dedicato la sua carriera di ricercatore. Si tratta di animali che abitano i nostri mari, nidificano sulle nostre coste e sono protagonisti indiscussi di importanti progetti del WWF rivolti alla loro conservazione e tutela. Salvaguardia che anche in Croazia è possibile soltanto grazie al lavoro di esperti e volontari che, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia, si occupano di recupero, cura, monitoraggio e protezione.
Dal 2000, anno di fondazione del Centro, l’Acquario di Verudella ha curato oltre 160 esemplari di Caretta caretta, la tartaruga marina più comune e abbondante del Mediterraneo e dell’Alto Adriatico, una delle principali aree di alimentazione e accrescimento per i giovani di questa particolare specie di tartarughe marine. Lo ha detto la biologa Karin Gobić, che prima del rilascio in mare di Marvin ha presentato assieme ad alcuni colleghi la brochure “Rescue. Recover. Realese” (Salva. Cura. Libera) dedicata al Centro per il recupero e la riabilitazione delle tartarughe marine e alla specie Caretta caretta. Oltre all’opera di recupero e salvataggio delle tartarughe marine, ampio spazio del depliant è dedicato al biologo e zoologo Archie Carr e ai diversi Centri sparsi sulle coste di diversi Paesi affacciati sul Mediterranneo che si occupano della salvaguardia delle tartarughe marine, con particolare riferimento alla specie Caretta caretta, il cui numero di esemplari, grazie ai tanti operatori e volontari (anche di Pola) è andato via via crescendo negli ultimi anni.

Video: Srecko Niketic/PIXSELL

“Tuttavia – ha detto Karin Gobić – la tartaruga Comune Caretta caretta continua a essere una specie fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo”. La biologa ha poi rilevato che le Caretta caretta sono tra le più grandi tartarughe viventi sul nostro pianeta e che si trovano nelle acque di tutto il mondo. La responsabile del Centro per il recupero e la riabilitazione delle tartarughe marine ha aggiunto che le Caretta caretta hanno il corpo protetto da una corazza (il carapace) formata da cinque coppie di placche cornee di colore rosso marrone e verde, fuse insieme a formare i caratteristici solchi. Infine, Karin Gobić ha detto che quando sono piccole, queste particolari tartarughe si nutrono di zooplancton e successivamente di cibi più sostanziosi, come piccoli pesci, crostacei, calamari e meduse. La direttrice e proprietaria dell’Acquario, Milena Mičić ha invece aggiunto che la brochure è stata realizzata con il contributo della Città di Pola e in collaborazione con il Parco Nazionale delle Isole Brioni, che circa otto anni fa ha messo a disposizione del Centro la vecchia vasca delle foche del Safari Park dell’isola di Brioni Maggiore. Vasca che, ha spiegato il biologo del Parco, Sandro Dujmović, è ideale per la riabilitazione delle tartarughe prima della loro liberazione in mare. Proprio per questo, ieri, prima della liberazione di Marvin, al responsabile del Parco Nazionale è stata consegnata Opata, un’altra tartaruga salvata e curata dal Centro di Verudella, che ora ha in cura soltanto una tartaruga: “Free Wings”, alla quale è stata amputata la pinna posteriore destra.

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