Filip Glavaš, Veron Načinović, Tin Lučin, Valter Matošević. È stata una Croazia a trazione fiumana quella tornata dalla Norvegia con la medaglia d’argento iridata al collo. I primi tre protagonisti in campo e l’ultimo in panchina, in qualità di preparatore dei portieri. Dopo il bagno di folla di Zagabria, è toccato a Fiume accogliere i propri vicecampioni del mondo. E lo ha fatto in grande stile tra fumogeni, fuochi d’artificio e un fiume di persone accalcatesi nel piazzale antistante il palasport di Zamet. Assente il figlio d’arte Načinović (richiamato dal suo Montpellier), a prendersi l’abbraccio dei loro concittadini sono stati Glavaš, Lučin e Matošević, sfoggiando orgogliosi le loro medaglie.

Fiume è sempre stato un importante centro della pallamano in Croazia e in particolare lo Zamet ha saputo far crescere tanti ragazzi che poi sono diventati grandi campioni: Valter Matošević, Alvaro Načinović, Irfan Smajlagić, Mirza Džomba, Renato Sulić, Mateo Hrvatin, Jakov Gojun, Ivan Stevanović… A raccogliere la loro eredità sono ora Filip Glavaš, Veron Načinović e Tin Lučin. Ed è un peccato che una realtà gloriosa come lo Zamet sia oggi relegata ai margini, ad arrabattarsi nei bassifondi della Premier League. Ma questo è già un altro discorso…

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