La Volkswagen strizza l’occhio alla Croazia

La Casa automobilistica di Wolfsburg ha deciso di non aprire uno stabilimento in Turchia dopo l'aggressione ai curdi in Siria. Zagabria ora spera

Una Golf davanti a uno stabilimento Volkswagen

La prima fabbrica di automobili Volkswagen in Croazia? Una possibilità che sta prendendo piede, come scrive il quotidiano zagabrese Vecernji list, a causa dell’aggressione turca contro i curdi in Siria. La Casa tedesca, infatti, aveva pianificato di inaugurare a Smirne un nuovo stabilimento, ma ha deciso di fare dietrofront dopo l’escalation militare. Perciò, i vertici di Wolfsburg hanno puntato i loro radar verso la Croazia, annoverata nella cerchia ristretta dei Paesi su cui la Volkswagen potrebbe virare. Infatti, anche la Serbia, la Bulgaria e la Romania sperano di poter ospitare uno stabilimento VW sul proprio territorio.
Quanto l’affare sia appetibile, lo dimostrano anche alcuni numeri: si tratta di un investimento da 1,3 miliardi di euro, è prevista l’apertura di 4mila posti di lavoro, mentre dalla fabbrica dovrebbero uscire 3mila Volkswagen Passat e Škoda Superb all’anno. I due modelli attualmente vengono realizzati nella Repubblica Ceca, dove dal 2022 dovrebbe iniziare la realizzazione esclusiva di vetture elettriche.
Uno degli attori principali nelle trattative tra Zagabria e Wolfsburg è Mate Rimac, fondatore della omonima Casa automobilistica di Sveta Nedelja (vicino a Zagabria), famosa per la costruzione di vetture e parti elettriche.
“Lo scorso luglio i rappresentanti della Porsche (Gruppo VW) e della coreana Hyundai hanno incontrato il governo croato – ha ricordato Rimac –. Durante questa riunione si è parlato della possibilità di trasferire parte della loro produzione nel nostro Paese. In questo modo la Rimac automobili ha aperto le porte della Croazia alla grande industria automobilistica croata. Ora la speranza è che queste idee possano concretizzarsi”.

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