Amplificare le voci marginalizzate, incoraggiare il dialogo interculturale e promuovere la partecipazione civica attraverso il cinema partecipativo e i media impegnati socialmente: questi i temi al centro del programma intensivo Erasmus+ “Cornici Condivise, Lenti Collettive: Dai Margini alle Voci – Cinema Partecipativo per l’Inclusione, la Diversità e la Democrazia”, in corso da ieri a Fiume. L’iniziativa – organizzata in collaborazione dall’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca (Romania), dall’Università Loránd Eötvös di Budapest (Ungheria) e dall’Accademia di Arti Applicate dell’Università di Fiume – si protrarrà fino a sabato. Partendo dalle esperienze della minoranza ungherese a Cluj-Napoca, delle minoranze italiana e bosgnacca a Fiume e dei rapporti tra la maggioranza magiara e le minoranze nazionali in Ungheria, il programma, coordinato dalla professoressa dell’Accademia di Arti Applicate dell’ateneo fiumano, Maša Magzan, incoraggia i partecipanti ad analizzare e ridefinire le narrative dominanti sull’identità, l’appartenenza e la rappresentazione. L’apertura si è tenuta ieri negli spazi dell’Accademia di Arti Applicate, alla presenza del professore e vicepreside Ivan Vranjić, che ha accolto i partecipanti a nome della Facoltà. In mattinata gli 11 studenti giunti nel capoluogo del Quarnero da Romania e Ungheria, accompagnati dai professori del Dipartimento di Media e Comunicazione dell’Università Loránd Eötvös di Budapest, András Müllner, Mihály Szilágyi-Gál, Katalin Orbán e Sári Haragonics, hanno dapprima assistito ad una lezione tenuta da Jelena Tondini. La relatrice ha presentato il Festival Porto Etno, evento da lei diretto, come un caso studio di collaborazione interculturale e coinvolgimento comunitario. Per l’occasione i presenti hanno potuto discutere e confrontarsi sul ruolo degli eventi culturali nel rafforzare il dialogo interculturale e la partecipazione comunitaria, riflettendo su come queste esperienze possono orientare il lavoro collaborativo nel corso del programma.

«Condividiamo gli stessi valori»
Nel pomeriggio gli studenti sono stati impegnati in una visita al Santuario di Tersatto fino al centrale Corso, passando dal Castello che domina la città, accompagnati dallo storico dell’arte Marko Smoljan. Questa esplorazione urbana ha permesso loro di scoprire la storia multiculturale di Fiume e la sua eredità industriale e migratoria, attraversando l’evoluzione di identità e spazi pubblici e individuando potenziali location per riprese cinematografiche. Il tour si è concluso a Palazzo Modello, sede della Comunità degli Italiani di Fiume. Qui sono stati accolti dal presidente del sodalizio, Enea Dessardo, e dal segretario generale del Circolo Giovani, Luciano Marchesi. Per l’occasione erano presenti anche rappresentanti della minoranza bosgnacca di Fiume e altri membri del Circolo Giovani, che parteciperanno in diversi momenti del programma nel corso di tutta la settimana. Nel Salone delle feste gli studenti sono stati introdotti alle realtà delle minoranze italiana e bosgnacca della Città, apprendendo della loro storia, identità, cultura e ruolo nel contesto urbano contemporaneo. Sono seguite quindi diverse attività che hanno permesso la conoscenza reciproca.

“Una delle priorità del nostro lavoro è far conoscere la nostra realtà non solo a livello locale e nazionale ma sempre di più anche livello europeo e internazionale – ha affermato Dessardo –. Crediamo che il valore di una comunità nazionale, soprattutto organizzata come quella italiana, che può contare su tutta una serie di istituzioni, oltre che di membri e di attivisti, è il fatto di poter contribuire un po’ a quello che è lo sviluppo generale della società nella quale viviamo. Per la nostra Comunità è stato un piacere poter ospitare un’iniziativa di questo livello e sono particolarmente soddisfatto che ci sia stata un’adesione corposa da parte del Circolo Giovani”. Da oggi, si uniranno alle attività anche alcuni degli attivisti più maturi del Circolo. “Anche se partiamo da territori diversi, con passati diversi e vissuti diversi, quello che ci accomuna e che rende possibile una comprensione reciproca è il fatto di avere la fortuna di far tutti parte della famiglia europea e di poter condividere gli stessi valori”, ha concluso il presidente del sodalizio fiumano. Anche il segretario generale del Circolo Giovani ha commentato l’iniziativa: “I giovani della Comunità si sono fatti avanti per partecipare a questo progetto molto interattivo, inclusivo e molto collaborativo, che ci ha permesso di conoscere sia altre minoranze presenti nella Città di Fiume che anche la minoranza ungherese in Romania”.

Studenti da Ungheria e Romania
I protagonisti di queste giornate sono studenti dell’Università Loránd Eötvös di Budapest (Boróka Agócs, Áron Győrbíró, Máté Nehrebeczky, Lilla Matyasovszky, Zsanett Mága e Alexandra Kökény) e dell’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca (Krisztián Dunkler, András Ferencz Salamon, Rudolf Vákár, Róbert Vecsey e Norbert Borviz). Abbiamo parlato con alcuni di loro. “Ho deciso di partecipare a questo programma perché sono interessato al cinema partecipativo, che vedo non solo come un nuovo modo di fare cinema, ma anche come una sessione dove gruppi e comunità possono parlare dei propri diritti, eredità e storia. Per me è importante che le comunità facciano sentire la propria voce”, ha spiegato Áron Győrbíró. Oltre all’impegno universitario, Áron lavora al Festival Internazionale del Film Documentario di Budapest, dove organizza laboratori per studenti liceali su argomenti che spaziano dai diritti umani, al femminismo e ai diritti LGBTQI+. Norbert Borviz invece fa parte della minoranza ungherese in Romania: “Ho scelto di prendere parte a questo programma perché mi piace incontrare nuove persone ed ero curioso di conoscere la realtà delle minoranze di Fiume”, ci ha detto.
Oggi Palazzo Modello ospiterà vari laboratori e si terrà la prima sessione lavorativa con i membri delle comunità italiana e bosgnacca.

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