La Valle dell’Idrogeno dell’Alto Adriatico cresce su basi solide

Trieste ospita oggi l'incontro annuale del Consorzio costituito dal Friuli Venzia Giulia, dalla Slovenia e dalla Croazia.

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La Valle dell’Idrogeno dell’Alto Adriatico cresce su basi solide
Foto: Roni Brmalj

Trieste ospita la seconda conferenza annuale del Consorzio della Valle dell’idrogeno dell’Alto Adriatico (NAHV). Nel corso dell’appuntamento odierno sarà fatto il punto sui progressi raggiunti nell’ambito dell’iniziativa pionieristica che vede coinvolti oltre trenta partner pubblici e privati provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dalla Croazia e dalla Slovenia. La conferenza è stata preceduta da un punto stampa al quale hanno partecipato l’assessore regionale FVG Fabio Scoccimarro, Hinko Šolinc, direttore generale del Ministero sloveno dell’Ambiente e dell’Energia e Korana Mesić, responsabile del Dipartimento per l’energetica in seno al Ministero dell’Economia e lo Sviluppo sostenibile croato. Nel corso dell’appuntamento moderato da Jurij Giacomelli (C&D manager del NAHV) e svoltosi nella sala conferenze della Direzione finanze della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia sono intervenuti nell’ordine pure Jerneja Sedlar (coordinatrice responsabile per lo sviluppo e gli investimenti in seno al NAHV), Alberto Soraci (Area Science park di Trieste – coordinatore del progetto NASCHA e del Forum consultivo delle parti interessate del NAHV) e Stephen Taylor (coordinatore strategico del Gruppo di lavoro congiunto del NAHV).

Foto: Roni Brmalj
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Quello odierno è il terzo incontro del Consorzio, che si tiene a meno di due anni dall’avvio delle attività avvenuto nel settembre del 2023 a seguito della lettera d’intenti firmata nel marzo del 2022 dai rappresentanti del FVG, della Croazia e della Slovenia. Nel corso della conferenya stampa è stato sottolineato che la collaborazione tra il Friuli Venezia Giulia, la Slovenia e la Croazia ha contribuito al rafforzamento delle reti europee, che le autorità di gestione dei fondi strutturali dei tre territori hanno sottoscritto un Memorandum di Cooperazione con la Clean Hydrogen Partnership e che la partnership dell’ecosistema NAHV ha consentito la nascita del progetto NACHIP, con un partenariato pubblico-privato per testare soluzioni tecnologiche avanzate sull’idrogeno. Questo progetto, si ricorda, è stato approvato nell’ambito dello strumento I3 – Interregional Innovation Investment, con un finanziamento di oltre 7 milioni di euro.

“Guardano al futuro – ha rilevato Fabio Scoccimarro – è fondamentale continuare su questa strada con una visione di lungo termine che rafforzi e integri le filiere produttive dell’idrogeno nel Nord Adriatico, anche in relazione alle altre valli europee esistenti”. “Il progetto NAHV – ha proseguito – ci consente di costruire un ecosistema industriale, economico e sociale sempre più sostenibile e resiliente grazie all’idrogeno, elemento chiave per lo sviluppo strategico della nostra Regione e dell’intera area adriatica”. A questo proposito l’assessore ha rilevato l’impegno dell’amministrazione FVG nella transizione verso un’economia decarbonizzata.

Hinko Šolinc ha segnalato che la Slovenia è fiera di essere al centro dell’iniziativa, non solo geograficamente, bensì nel contesto del suo impegno nell’ottica della transizione verso un’economia energetica pulita. In questo contesto ha affermato che “la Valle dell’idrogeno dell’Alto Adriatico è più di un progetto. È un impegno. Un patto siglato da tre Paesi – Slovenia, Croazia e Italia – intenzionati a forgiare un nuovo futuro energetico comune, basato sulla sostenibilità, l’innovazione e la solidarietà”.

Korana Mesić ha osservato che Zagabria è fortemente intenzionata a sostenere gli sforzi comunitari tesi al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. “Nell’ambito del PNRR nazionale gli investimenti nell’idrogeno rappresentano una priorità per la Croazia. Il focus è stato posto sulla produzione di idrogeno partendo da fonti energetiche rinnovabili e sulla costruzione di stazioni di rifornimento tese a contribuire allo sviluppo di un sistema di trasporti sostenibile”, ha dichiarato la rappresentante del Ministero croato dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile. Korana Mesić ha puntualizzato inoltre che la dedizione di Zagabria nella ricerca di nuove soluzioni nello sfruttamento dell’idrogeno testimonia la volontà della Croazia di assumere un ruolo di primo piano nell’offerta di soluzioni sostenibili nel campo dell’energia.

Nel corso della conferenza Stephen Taylor ha notato che il Consorzio NAHV ormai ha maturato un’esperienza tale da fornire le sue consulenze non solo ad altre Valli dell’idrogeno europee e da essere interpellata da interlocutori extraeuropei per fornire consulenze.

Il progetto NAHV, ricordiamo, ha preso il via nel settembre del 2023 a Portorose. Si tratta della prima iniziativa transnazionale di questo tipo nell’ambito del programma Horizon Europe. Il progetto ha beneficiato di una sovvenzione di 25 milioni di euro da Clean Hydrogen Partnership – una partnership pubblico-privato che sostiene le attività di ricerca e innovazione nel campo delle tecnologie dell’idrogeno per contribuire alla strategia del Green Deal e dell’idrogeno dell’Unione europea –, è guidato da HSE, il più grande produttore e commerciante di elettricità della Slovenia e comprende 37 organizzazioni: Università, istituti e altri enti pubblici, ma anche aziende dei tre Paesi partecipanti.

Il progetto – ma forse è più corretto parlare di ecosistema – copre l’intera catena dell’idrogeno rinnovabile, dalla produzione, attraverso lo stoccaggio e la distribuzione, fino al suo utilizzo finale in vari settori, in particolare l’industria e il trasporto terrestre e marittimo. L’obiettivo consiste nel creare un effetto leva per accelerare la transizione verso le energie rinnovabili. L’obiettivo principale consiste nel produrre fino a 5.000 tonnellate di idrogeno all’anno da fonti energetiche rinnovabili. Si prevede che circa il 20% della produzione sarà scambiato tra i Paesi partecipanti. Di conseguenza, oltre a quelle sul piano tecnologico, una delle sfide consiste nell’armonizzare le normative al fine di limitare al minimo le barriere burocratico-amministrative e logistiche.

Foto: Roni Brmalj
Foto: Roni Brmalj

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