La «Tosca» fiumana tra le migliori al mondo

L’opera pucciniana, per la regia di Marin Blažević, nella lista degli spettacoli lirici più apprezzati del 2019 secondo la rivista web Operaclick.com

Giorgio Surian

L’Opera fiumana continua a destare scalpore per i successi che consegue sia a livello nazionale che internazionale. Pure l’inizio di questo nuovo anno ha visto l’annuncio di una notizia stupenda per il Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”: la pucciniana “Tosca” fiumana è stata annoverata, infatti, tra i migliori spettacoli lirici del 2019 secondo la redazione della rivista web italiana Operaclick.com. Si tratta di un sito dedicato alla musica lirica che esiste ormai da vent’anni e offre annualmente oltre 600 recensioni, tra spettacoli teatrali, libri, compact disc e DVD; dodici “speciali”, diciotto editoriali, tredici interviste e una rubrica aggiornatissima con le indicazioni sugli spettacoli da vedere in televisione e ascoltare via radio.
Sono circa 180 i Teatri che lo accreditano regolarmente: da Melbourne a Parigi, da Vienna a Salisburgo sino a nuove realtà come la Royal Opera House in Oman, a dimostrazione che l’opera e la musica sinfonica non solo non hanno confini, ma possono essere strumento di avvicinamento tra culture diverse. Ovviamente l’attenzione dei redattori e degli specialisti non è concentrata solo sui grandi Teatri ma sono particolarmente orgogliosi di presidiare tantissime piccole realtà di provincia, nella convinzione che i piccoli eventi, le manifestazioni che sono portate a termine solo grazie alla volontà e all’altruismo di pochi, siano fondamentali per la diffusione della cultura musicale. La lista dei migliori è stata stilata dai redattori stessi, che hanno assistito personalmente a tutti gli spettacoli. Si tratta di una panoramica necessariamente soggettiva, spiegano, forzatamente limitata e perciò discutibile, ma che fornisce al lettore e ai Teatri stessi un’indicazione della qualità del lavoro svolto.
Ed è proprio in questa concorrenza mondiale di più di 600 spettacoli, la “Tosca” fiumana si è piazzata nella classifica dei migliori, a fianco di Teatri quali quello di Parigi, Bologna, Firenze, La Scala di Milano, l’Opera Nazionale Olandese di Amsterdam, Roma, il Metropolitan di New York, Teatro Real di Madrid, il Teatro di Salisburgo, Cluj in Ungheria, il Teatro de Bellas Artes di Mexico City, ma anche istituzioni geograficamente molto più vicine, quali il Teatro Verdi di Trieste o il Festival di Lubiana, dei quali sono stati premiati rispettivamente “Il castello incantato” e il concerto di Valery Georgiev e Dmitry Shishkin.
L’opera fiumana è stata segnalata da Rossana Paliaga, giornalista e musicologa triestina, presente allo spettacolo del 12 novembre. Ricordiamo che la “Tosca” Pucciniana, che porta la firma per la regia e la drammaturgia di Marin Blažević, mentre in qualità di direttore dell’Orchestra ol Maestro Kalle Kuusave, verrà riproposta il 27 e il 29 gennaio di quest’anno.
Nella sua critica Rossana Paliaga ha scritto: “Tosca experience, si potrebbe definire così la nuova produzione del TNC ‘Ivan Zajc’ di Fiume che non si accontenta di portare in scena un allestimento, ma sceglie piuttosto di offrire al pubblico una sintesi di tre possibili approcci, uno per ogni atto del capolavoro pucciniano. I grandi classici permettono e, anzi, incoraggiano la sperimentazione che salva i registi dalla referenzialità di troppe versioni ormai scomodamente iconiche. Il regista Marin Blažević parte proprio da una riflessione sulla storia degli allestimenti, proponendo per così dire tre spettacoli in uno. Il primo atto è tradizionale al limite dello stereotipo, con costumi in stile e fondale dipinto. Il secondo ammicca a riferimenti più recenti e alla già sperimentata associazione tra il mondo di Scarpia e l’epoca fascista, ma evita la banalità qualunquista del facile effetto dando un contesto specifico, ovvero la Zagabria del 1941. […] Dalla fantastoria si passa poi nel terzo atto al teatro d’opera del XXI secolo, simbolico, minimalista e universale, così come lo vede Blažević, in sintonia con un nuovo pubblico e nuove sensibilità. […] La Kolar dipinge una Tosca amorosa, poco incline alle isterie del primo atto, che la cantante preferisce riportare alla dolcezza di una donna fondamentalmente insicura. […] Riscuote meritate ovazioni lo Scarpia descritto da Giorgio Surian, già ammirato nella complessa perversione di Jago e che in questo caso accoglie con studiata freddezza anche la dissolutezza della natura di chi rappresenta per professione l’Ordine e la Morale e la cui ambiguità viene magistralmente rappresentata nelle impressionanti sovrapposizioni della fine dell’atto primo, con il Te Deum che si intreccia allo svelamento delle sadiche intenzioni nei confronti di Tosca. […] La regia richiede crudezza e Surian risponde con esperienza e personalità, sfoggiando la propria caratteristica peculiare, ovvero la capacità di utilizzare la voce cantata non per indulgere al lirismo di una vocalità spiegata, ma per essere attore che canta, con una recitazione scolpita nella chiarezza di un’articolazione granitica, perfettamente comprensibile anche quando ringhiata tra i denti, e impressionante quando scandisce come una sentenza la condanna di Tosca, in forma di inno blasfemo (Va, Tosca)”.
La prima della “Tosca” fiumana è stata presentata il 9 novembre dell’anno scorso con solisti Kristina Kolar, Giorgio Surian e Domagoj Dorotić. I costumi portano la firma di Sandra Dekanić, la scenografia di Alan Vukelić e Marin Blažević, mentre le luci a cura di Dalibor Fugošić. Per quanto riguarda gli altri traguardi raggiunti, il giorno di San Silvestro i solisti dell’opera fiumana Anamarija Knego e Aljaž Farasin hanno cantato alla prima della “Boheme“ di Puccini nella città finlandese di Jyväskylän. Grande successo anche per Kristina Kolar nel ruolo di “Turandot” all’apertura della stagione del Teatro Verdi a Trieste. Da non dimenticare il basso Slavko Sekulić, che si esibirà nel ruolo di Jacopo Fiesco nell’opera verdiana “Simon Boccanegra” a Graz e Maribor.

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