La tomba di Osvaldo Ramous non verrà espropriata

La presidente della CI, Melita Sciucca si è rivolta alla municipalizzata di Cosala

La tomba in cui giacciono i resti del grande scrittore fiumano. Foto Ivor Hreljanović

In riferimento all’articolo pubblicato giorni fa e riguardante la possibile espropriazione della tomba che contiene i resti del grande scrittore fiumano Osvaldo Ramous, situata nel Cimitero di Cosala, che a quanto sembrava rischiava di venir messa in vendita, nel corso della giornata di ieri ci ha contattato il figlio della proprietaria della tomba, Danko Rossi. Rossi ha dichiarato che sua madre Mirella è molto scossa da questa notizia, visto che ha da sempre pagato regolarmente la tassa della tomba nella quale si trova Ramous, marito di sua zia. Il motivo per il quale il nome dello scrittore si è trovato nella lista esposta sulla bacheca della municipalizzata, assieme ad altri 124 nomi di cui tantissimi italiani le cui tombe risultano abbandonate, al momento non è noto.
Di quanto il fatto abbia provocato scalpore, lo conferma anche la lettera scritta dalla presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Melita Sciucca, la quale, prima di sapere chi sia il proprietario, ha voluto rivolgersi personalmente alla municipalizzata Kozala. In essa la presidente ha dichiarato che tutta la Comunità è rimasta esterrefatta dalla notizia di cui sopra. “La nostra Comunità, l’Unione Italiana, tutti i fiumani e altri cittadini che conoscono tutta l’opera di Ramous non possono assolutamente permettere che la tomba venga proclamata abbandonata. Si tratta di una persona che fa parte della cultura di questa città, della quale ha scritto fino alla fine dei suoi giorni, che nei momenti più difficili ha deciso di rimanere a Fiume e dedicarle tutta la sua opera”, sta scritto in una parte della lettera inviata da Melita Sciucca alla municipalizzata. “Non sappiamo né il perché né come questo possa essere accaduto. La nostra Comunità, assieme all’Unione Italiana, è pronta a prendersi l’obbligo di pagare tutti i conti non pagati finora e continuare a prendersi cura della tomba di Osvaldo Ramous”, ha scritto la presidente del sodalizio.
Per fortuna il rischio espresso appare superato, visto che il proprietario legittimo esiste ed ha da sempre saldato tutti i conti.

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