La statale DC-403 ai raggi X

Il progetto della futura strada, che collegherà il Molo Zagabria alla tangenziale fiumana, è estremamente complesso in quanto prevede una galleria, due viadotti, un sottopassaggio e una deviazione (provvisoria) del binario ferroviario

Poco più di 456 milioni di kune per 2.977 metri. Praticamente 152 milioni per chilometro. Ecco perché la futura statale DC-403 è stata ribattezzata la strada più costosa della Croazia (l’85 p.c. verrà cofinanziato con i mezzi dell’Unione europea, mentre il restante 15 verrà coperto dal bilancio statale). Il costo così alto è dovuto alla complessità dell’intervento in quanto la maggior parte della viabile si troverà sotto terra e sospesa in aria. Infatti, le strutture più complesse da costruire saranno il tunnel Podmurvice (1.253 metri), nonché i viadotti Pioppi (316 metri) e Mlaka (144 metri). Il contratto per la sua costruzione era stato firmato lo scorso giugno alla presenza del ministro delle Infrastrutture Oleg Butković e dei vertici della società Hrvatske ceste, titolare del progetto. Il compito di eseguire i lavori è stato affidato al consorzio di società costituito dalla GP Krk, dalla Kolektor CPG di Nova Gorica e dalla Euro-Asfalt di Sarajevo.

Binari in disuso (ma anche nuovi) nelle immediate vicinanze del Molo Zagabria

La strada andrà a collegare il Molo Zagabria alla tangenziale fiumana, all’altezza dello svincolo di Scurigne. Il progetto mira a rilanciare lo scalo quarnerino che punta a recitare il ruolo di leader nello scacchiere dell’Alto Adriatico. Una volta trasformato in terminal container, il Molo Zagabria si aggiungerà a Brajdica e, nell’arco di 3-4 anni, i due scali dovrebbero assicurare una movimentazione di un milione di TEU all’anno. Grazie alla statale, le merci che arriveranno nel nuovo terminal verranno caricate sui camion che da qui raggiungeranno facilmente la tangenziale e da qui proseguiranno il loro viaggio verso le destinazioni finali, che oggi sono in larga misura i Paesi dell’Europa centro-orientale.
Complessivamente verranno demoliti una settantina di edifici e strutture di vario tipo, tra cui alcune abitazioni e un paio di depositi dismessi nell’ex complesso dell’INA in Mlaka. Gli scavi preliminari erano iniziati già a inizio luglio, con tanto di abbattimento di tre unità abitative in via Brazza (Bračka) nel rione di Krnjevo, ma è nelle prossime settimane che i lavori decolleranno. La conclusione è invece fissata entro il 30 giugno 2023.
Lo schema del progetto

Un’altra delle abitazioni che verranno demolite

Dando uno sguardo alla bozza del piano, si evince come si procederà in più fasi. Poco più avanti dello svincolo di Scurigne verrà realizzata una rotatoria da cui partirà un tratto di strada in discesa della lunghezza di 593 metri in direzione sud-est. Qui si inizierà a scavare (è previsto l’uso di materiale esplosivo) il tunnel Podmurvice che passerà sotto l’omonimo rione in direzione ovest-sudovest. Si tratterà della parte più impegnativa dell’intero progetto. Dopo 1.253 metri la galleria “sbucherà” in superficie a metà strada tra il centro commerciale ZTC e via Brazza, dove verrà costruita una rotonda che darà il via alla seconda fase, il cui inizio è previsto all’inizio del prossimo anno. A sinistra verrà costruita la strada congiunzione della lunghezza di 380 metri che si snoderà parallelamente tra via Brazza e lo stabilimento dell’INA per allacciarsi a via Re Zvonimir, all’incrocio con via Rikard Benčić, di fronte al palazzo della stampa. Ciò significa che l’attuale intersezione stradale passerà da tre e quattro segmenti. Inoltre, nella parte finale della nuova strada verrà eretto il viadotto Mlaka di 144 metri, necessario per non intaccare il sistema di acquedotti, la rete fognaria e le installazioni elettriche dei vicini impianti della raffineria.
La fase finale

I blocchi di rotaie che verranno utilizzati per la deviazione della ferrovia in via Barač

Viceversa, a destra della rotatoria il piano prevede una strada che passerà parallela allo ZTC. Dopo circa 150 metri questa inizierà a curvare a semicerchio verso sud. Qui, per non “tagliare” la ferrovia, verrà costruito un sottopassaggio, Pioppi, della lunghezza di 56 metri. Al fine di consentire il regolare svolgimento dei lavori, il binario ferroviario subirà una deviazione di circa 210 metri. Una volta terminato il sottopassaggio, i convogli torneranno a transitare sul binario originale. Pochi metri più avanti sarà il turno dell’omonimo viadotto, lungo 316 metri, che entrerà in via Milutin Barač passando sopra alcuni capannoni della zona industriale. La strada proseguirà infine per altri 300 metri fino all’ingresso nel terminal Zagabria.
Dubbi e perplessità

Scavi preliminari in via Milutin Barač

Si tratta dunque di un intervento estremamente complesso i cui costi potrebbero lievitare e le tempistiche dilatarsi, come capita spesso in questi casi. In particolare alla luce di quanto successo con via Krešimir, nonostante si sia trattato di un progetto che non può in alcun modo venire paragonato alla DC-403, soprattutto non in termini di complessità. L’aspetto che certamente interessa di più ai cittadini sono le eventuali difficoltà che potrebbero ripercuotersi sulla circolazione dal momento che i lavori interesseranno alcune zone ad alta densità abitativa. E il caso di via Krešimir, inevitabilmente, non farà altro che alimentare dubbi e perplessità.

La strada di congiunzione sarà parallela alla ferrovia e si allaccerà a via Re Zvonimir

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