La sindaca Rinčić condanna Most: «Inaccettabile relativizzare i crimini ustascia»

Fiume sotto shock: video revisionista minimizza i crimini ustascia

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La sindaca Rinčić condanna Most: «Inaccettabile relativizzare i crimini ustascia»
Torre civica. Foto: Željko jerneić

La scena politica di Fiume è scossa da un controverso video pubblicato ieri, lunedì 14 luglio, sulla pagina Facebook della sezione locale del partito Most. Nel filmato, il rappresentante di Most Krešimir Rotim, sostiene che “gli ustascia non erano fascisti e non hanno venduto l’Istria, il Quarnero e la Dalmazia all’Italia”. Afferma inoltre che “nel campo di concentramento di Jasenovac sono stati ritrovati solo tra 440 e 600 corpi”, minimizzando quindi l’entità dei crimini commessi.

Poco dopo la pubblicazione, il partito Most ha preso le distanze dal video, precisando che il contenuto è stato pubblicato “da un amministratore senza il consenso della coordinazione cittadina del partito”. In una nota ufficiale hanno dichiarato: “Most rigetta sia il regime ustascia sia quello comunista. Condanniamo tutte le forme di totalitarismo”.

Oggi, martedì 15 luglio, è intervenuta anche la sindaca di Fiume, Iva Rinčić, che ha espresso una ferma condanna: “Come sindaca di Fiume, ma ancor prima come cittadina, condanno senza esitazione ogni tentativo di relativizzare il regime ustascia e i crimini commessi in suo nome. Fiume è stata vittima diretta del fascismo, e i suoi cittadini si sono coraggiosamente opposti, sia nella Seconda guerra mondiale che durante la Guerra patriottica. L’antifascismo qui non è una parola vuota, ma parte integrante della nostra identità storica”.

Ha aggiunto che contenuti che mettono in discussione fatti storicamente accertati, come quelli sul campo di Jasenovac, “sono inaccettabili e pericolosi”, e ha invitato tutte le forze politiche locali a condannarli chiaramente.

Condanne dalle forze politiche locali

Anche Lista per Fiume ha reagito duramente, definendo il video: “Una vergogna e una falsificazione storica, un tentativo pericoloso di revisionismo e di riabilitazione dello Stato Indipendente di Croazia (NDH)”. Hanno sottolineato l’importanza del fatto che il contenuto sia stato diffuso “dal profilo ufficiale di una sezione di partito parlamentare”, e non da un semplice privato cittadino.

Il partito ha ribadito il suo rifiuto di ogni forma di estremismo, e ha aggiunto: “Non permetteremo che si diffonda un discorso pubblico in cui l’ideologia ustascia viene presentata come ‘rivoluzionaria’, né che le vittime di Jasenovac vengano ignorate o derise”.

Anche l’alleanza litoraneo-montana (PGS) ha emesso una dura dichiarazione: “Le affermazioni del membro di Most sono moralmente devastanti e rappresentano un grave tentativo di distorcere la verità storica, mettendo in pericolo i valori fondamentali dello Stato croato”.

Il PGS ha ricordato la “risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019”, che condanna apertamente ogni forma di revisionismo storico e glorificazione dei collaborazionisti nazisti. Il partito ha espresso preoccupazione per la crescente aggressività di tali narrazioni e il silenzio delle élite politiche.

“La dichiarazione che nega la natura fascista dello Stato ustascia e ridimensiona i crimini di Jasenovac è un vergognoso tentativo di propaganda politica. In una città come Fiume, profondamente segnata dall’antifascismo, è inaccettabile che tali idee non vengano fermamente condannate”. Il PGS conclude con un appello forte: “Il regime ustascia è stato fascista, criminale e completamente opposto ai valori della Croazia moderna. Ogni suo tentativo di riabilitazione è una sconfitta morale e civile. È tempo che le lezioni della storia siano insegnate – non solo nelle scuole, ma anche ai politici”.

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