“Nel tempo del Natale, che invita all’introspezione, all’autoanalisi e alla responsabilità, desidero rivolgere alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia un saluto sincero e partecipe, accompagnato da alcuni pensieri che guardano non solo alle festività, ma anche all’anno che ci apprestiamo ad affrontare insieme.
Essere parte di una comunità minoritaria storica significa vivere una condizione particolare, che richiede equilibrio, continuità e senso delle istituzioni. La nostra presenza in questi territori non è frutto di contingenze, ma di una storia lunga, stratificata, fatta di relazioni, lavoro, cultura e partecipazione civile. È una presenza che non chiede privilegi, ma riconoscimento; non eccezioni, ma normalità; non tutela formale, ma possibilità concrete di esercitare diritti e responsabilità.
Il 2025 è stato un anno complesso, segnato da trasformazioni rapide e da un contesto internazionale e europeo che ha reso più fragile il funzionamento delle democrazie e la fiducia dei cittadini. In questo quadro, la Comunità Nazionale Italiana ha dimostrato ancora una volta senso di misura e maturità civica. Ha continuato a operare nel solco del dialogo, della collaborazione istituzionale e del rispetto reciproco, confermando che la forza di una comunità non sta nella contrapposizione, ma nella capacità di essere parte attiva e credibile della società in cui vive.
Entrando nel 2026, è tuttavia necessario ribadire con chiarezza alcuni punti che hanno un valore non solo simbolico, ma politico e istituzionale. I diritti riconosciuti alla minoranza italiana devono trovare piena attuazione nella vita quotidiana: nell’uso effettivo della lingua, nel funzionamento degli uffici, nei servizi pubblici, nello spazio civico. Il bilinguismo, dove previsto, non può essere ridotto a un adempimento formale, ma deve diventare una prassi naturale e condivisa. Allo stesso modo, la tutela delle minoranze non deve essere percepita come un capitolo separato, ma come parte integrante della qualità democratica dello Stato.
Un ruolo centrale in questo percorso spetta all’associazionismo e alle Comunità degli Italiani, che rappresentano da decenni il tessuto vivo della nostra presenza. Il loro valore risiede nella capacità di tenere insieme memoria e futuro, tradizione e rinnovamento, radicamento territoriale e apertura. Rafforzare l’associazionismo significa rafforzare la comunità nel suo insieme, rendendola più coesa, più visibile e più capace di dialogare con le istituzioni e con la società circostante.
Un pensiero particolare va alla scuola italiana, che continua a rappresentare uno dei pilastri fondamentali della Comunità Nazionale Italiana. Investire nella scuola significa investire nella qualità, nella competenza e nella continuità. Significa offrire ai giovani strumenti linguistici e culturali solidi, ma anche opportunità di crescita personale e professionale, affinché possano sentirsi pienamente parte dei territori in cui vivono e, al tempo stesso, aperti al mondo.
In questo contesto assume un significato particolare l’accordo raggiunto per l’istituzione di un tavolo tecnico tra la Croazia e la Repubblica Italiana, che entrerà in funzione a partire dal 2026. Si tratta di un passo importante, perché introduce uno strumento stabile di confronto, coordinamento e programmazione, capace di affrontare in modo strutturato le questioni legate alla tutela della minoranza italiana, alla scuola, alla cultura, alla cooperazione istituzionale e allo sviluppo dei territori.
Gli auspici per il nuovo anno non possono essere generici. Auspichiamo istituzioni attente, responsabili e capaci di ascolto. Auspichiamo una società in cui la pluralità linguistica e culturale sia vissuta come una ricchezza ordinaria e non come un’eccezione. Auspichiamo che la Comunità Nazionale Italiana continui a essere una comunità di cittadini consapevoli, impegnati, pronti a contribuire al bene comune con serietà e spirito costruttivo.
Il Natale ci ricorda il valore della continuità e della cura quotidiana. Con questo spirito, auguro a tutte e a tutti voi un Natale sereno e un 2026 di salute, dignità, lavoro e fiducia.
Che il nuovo anno ci trovi uniti nella diversità, presenti nelle istituzioni e nelle comunità locali, capaci di guardare avanti con responsabilità e misura. Ai connazionali, ai nostri amici e a tutte le persone di animo e propositi buoni di questo mondo, auguro amore e salute. Ai bisognosi, agli anziani e a tutte le persone che hanno bisogno di sostegno, vada e si concretizzi la nostra solidarietà umana. Buon Natale, Capodanno e Viva Noi alla nostra, sopravvissuta, comunità”.
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