La plastica alla deriva minaccia le acque della Dalmazia

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La plastica alla deriva minaccia le acque della Dalmazia
Il Porto vecchio di Ragusa (Dubrovnik) invaso dai rifiuti trascinati dalle correnti marine. Foto Grgo Jelavic/PIXSELL

Tutti gli anni nel Mar Mediterraneo si riversano 229mila tonnellate di plastica. A causa dell’effetto delle correnti marine e dei fondali relativamente bassi del Mediterraneo una volta oltrepassato il Canale d’Otranto  una parte considerevole di questi rifiuti finisce col raggiungere le coste della Croazia. Più del 90 per cento dei rifiuti, compresi quelli in plastica, che finiscono con l’inquinare le coste della Croazia provengono dall’Europa meridionale, in particolare dall’Albania. Ormai un decennio fa il governo di Tirana
aveva annunciato un’inchiesta sull’inquinamento da plastica che ogni anno dall’Albania arriva in Croazia, ma finora non ci sono stati risultati.
L’europarlamentare croato Karlo Ressler (Hdz/Ppe), in qualità di membro della Commissione per la stabilità e l’adesione dell’Albania, ha richiesto alla Commissione europea di trovare la maniera d’intervenire, attraverso i programmi di tutela ambientale e i negoziati di preadesione. Ressler ha rilevato che per ragioni geografiche l’area maggiormente penalizzata dalla deriva dei rifiuti è quella che gravita attorno a Ragusa (Dubrovnik), ad esempio il Parco nazionale di Meleda (Mljet) e il Delta della Narenta (Neretva), che è sotto tutela dell’Unesco dal 1992.

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