Il Corridoio ferroviario adriatico-ionico potrebbe presto collegare i porti croati, da Fiume a Porto Tolero (Ploče), con i Paesi vicini e il resto d’Europa, offrendo alla Croazia l’opportunità di avviare nuovi e strategici investimenti nelle infrastrutture ferroviarie. Con la firma dell’iniziativa “Corridoio ferroviario adriatico-ionico: la connettività dei trasporti come fondamento dello sviluppo e della resilienza”, è stato compiuto ufficialmente il primo passo verso la creazione di una rete di trasporto in grado di unire Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Albania e Grecia.
L’obiettivo primario è migliorare l’integrazione tra la Croazia, i Paesi confinanti e l’intera regione adriatico-ionica, stimolando investimenti congiunti sulle linee ferroviarie. Il tracciato pianificato toccherebbe Trieste, Capodistria, Fiume, Zara, Sebenico, Spalato e Porto Tolero (Ploče), per poi proseguire verso Antivari (Bar), Durazzo e i principali snodi di trasporto greci. La sua attivazione consentirebbe di connettere in modo efficiente i porti croati alle reti ferroviarie internazionali, garantendo al contempo collegamenti rapidi e moderni tra le aree costiere del Paese e l’entroterra.
Un salto di qualità
L’eurodeputata Nikolina Brnjac ha evidenziato che, dopo decenni di ingenti investimenti concentrati sulle autostrade e sulla rete stradale, è giunto il momento di imprimere una svolta decisiva allo sviluppo ferroviario. Secondo Brnjac, l’asse adriatico-ionico ha le potenzialità per unire il sud-est dell’Europa con il nord-ovest del continente, imprimendo slancio all’economia e rafforzando il ruolo logistico della Croazia.
“Non serve sottolineare quanto sia vitale collegare il porto di Porto Tolero (Ploče) con quelli di Spalato, Zara, Sebenico e Fiume. Allo stesso modo, per la prima volta si aprirebbero la connessione ferroviaria e i finanziamenti per l’Istria, il Quarnero e la Dalmazia con il resto della Croazia e la rete europea”, ha dichiarato Brnjac.
L’europarlamentare ha inoltre posto l’accento sulla necessità di disporre di rotte di trasporto sicure e alternative nell’attuale scenario geopolitico, ricordando come il conflitto in Ucraina dimostri l’importanza critica di avere opzioni diversificate per il trasporto merci e l’accesso agli scali portuali. A suo avviso, la nuova rete ferroviaria favorirà il recupero dei binari esistenti e la costruzione di nuove tratte laddove i collegamenti sono assenti.
Fondi europei
“Senza questa rete non c’è alcuna possibilità di potenziare i porti croati, che possono crescere economicamente solo se supportati da solide infrastrutture ferroviarie”, ha spiegato Brnjac, annunciando che il prossimo passo sarà un tavolo di confronto con i Governi dei Paesi interessati. Il traguardo chiave sarà inserire il corridoio nel regolamento della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), ponendo le basi per accedere ai finanziamenti comunitari. A inizio anno si terrà una conferenza al Parlamento europeo, seguita da un evento a Bruxelles per presentare il progetto al commissario europeo per i trasporti sostenibili e il turismo, Apostolos Tzitzikostas.
Sul fronte finanziario, Brnjac ha ricordato che il quadro UE mette a disposizione 81 miliardi di euro (35 miliardi per i trasporti, 30 per l’energia e 17,5 per la mobilità militare). Il presidente della Regione di Zara, Josip Bilaver, intervenuto per le regioni costiere, ha definito il progetto cruciale per colmare il divario infrastrutturale del sud-est europeo, mentre il segretario di Stato Žarko Tušek ha ribadito che la ferrovia moderna è la chiave per lo sviluppo rurale e logistico.
Tušek ha ricordato i recenti investimenti – tra cui un contratto da 900 milioni di euro – e ha confermato i dossier aperti: la redazione dello studio per il nuovo tunnel ferroviario attraverso il Monte Maggiore e l’imminente bando per la tratta Škrljevo – Fiume – Jurdani. Anche Damir Lončarić, presidente di HŽ Infrastruktura, ha assicurato pieno supporto tecnico, ribadendo che il successo del progetto dipenderà dal coordinamento internazionale e dalle priorità europee.
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