La necessità del dialogo in un mondo in evoluzione

Alla 19ª edizione del Forum di Ragusa (Dubrovnik) hanno partecipato numerosi esperti provenienti da tutto il mondo. Il ministro Tajani ha incontrato, tra gli altri, Plenković e Grlić-Radman

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La necessità del dialogo in un mondo in evoluzione
Antonio Tajani, Andrej Plenković e Gordan Grlić Radman a Ragusa (Dubrovnik). Foto Antonio Tajani/X

In un contesto internazionale caratterizzato da polarizzazione, competizione per le risorse, alleanze mutevoli e nuovi paradigmi di potere, la 19esima edizione del Forum di Ragusa (Dubrovnik), tenutasi venerdì, 26 giugno, e sabato, 27 giugno, ha rappresentato una momento prezioso per analizzare le dinamiche di un mondo costellato da numerosi crisi e conflitti, che pongono numerosi interrogativi sul futuro. Intitolato “L’era della multipolarità: molte direzioni, un unico futuro”, il Forum ha riunito nella perla dell’Adriatico ministri, studiosi ed esponenti di organizzazioni internazionali provenienti da tutto il mondo, con un ricco programma che ha visto il susseguirsi di diversi panel tematici, offrendo un’interessante lettura e prospettiva su diverse questioni contemporanee.

«Serve un’Europa forte»
Il primo ministro croato Andrej Plenković è intervenuto sabato mattina al panel “L’era della multipolarità: governare le nuove realtà”, al quale hanno partecipato anche il vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano Antonio Tajani, il segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset e il segretario generale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) Feridun Sinirlioğlu. “Ci troviamo ad affrontare contemporaneamente tensioni sul piano della sicurezza, dell’energia, dell’economia e del sociale – ha dichiarato Plenković durante la tavola rotonda –. È necessario agire simultaneamente su più fronti, mantenendo al tempo stesso la coesione sociale, evitando forti ripercussioni sui cittadini e perseguendo una corretta politica economica”. Tra i temi trattati, è emerso quello della difesa, a proposito del quale il premier croato ha constatato come tra i membri della NATO sia sempre più debole la convinzione che l’Alleanza possa fungere da sistema di sicurezza collettiva efficace. “Dobbiamo innanzitutto investire nelle nostre capacità e poi impegnarci a costruire partenariati efficaci per poter reagire a eventuali minacce o attacchi esterni. Dobbiamo trovare il modo di collaborare con gli Stati Uniti, rafforzando al contempo la difesa europea”, ha sottolineato. Tajani ha lanciato un forte messaggio europeista, condividendo un appello di pace al fine di garantire stabilità e sicurezza a livello globale. “È importante essere più uniti. L’Europa rappresenta la nostra identità e dobbiamo difendere i nostri valori, ma anche definire con chiarezza il nostro ruolo nei confronti di Stati Uniti, Russia, Cina e India. Per affrontare la sfida tra democrazia e autocrazia serve un’Europa forte”, ha affermato. Nel suo intervento, il titolare della Farnesina ha definito il Mediterraneo “una grande opportunità” e ha legato questo spazio alla centralità del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC). Tajani ha poi insistito sul fatto che “quando parliamo di Mediterraneo, dobbiamo parlare anche di Africa”, definendo il continente un interlocutore cruciale per l’Europa. “Noi siamo Paesi industriali, abbiamo bisogno di materie prime. Per questo dobbiamo lavorare con l’Africa con una strategia”, ha spiegato, richiamando sia il Piano Mattei italiano sia la strategia europea Global Gateway.

Balcani occidentali, «accelerare l’adesione»
Altro tema centrale discusso nel panel è stato quello relativo al processo di integrazione europea dei Paesi dei Balcani occidentali. A tal proposito, Tajani ha ribadito il pieno sostegno dell’Italia, affermando che Roma intende “lavorare duramente per accelerare la piena adesione”, definendola una “priorità politica”. Il ministro ha rivendicato anche il lavoro del gruppo degli “Amici dei Balcani occidentali”, un formato fortemente voluto dall’Italia per favorire l’integrazione della regione: “Stiamo lavorando intensamente con la Croazia e con altri Paesi per spianare la strada alla piena adesione”. Tale prospettiva di integrazione costituisce, a detta di Tajani, una questione di stabilità europea, per costruire “un’Europa migliore, per più pace e meno tensioni”. In questa cornice rientra anche il sostegno all’adesione di Ucraina e Moldavia, ferma restando però la necessità di “lavorare sodo per conseguire i requisiti comunitari, combattere la corruzione e lavorare in molti settori”. A margine dei lavori, Tajani ha incontrato anche il ministro degli Affari Esteri della Bosnia ed Erzegovina, Elmedin Konaković. “Abbiamo parlato del futuro alto rappresentante che dovrà essere deciso”, ha riferito il ministro, ricordando che “c’è un candidato italiano in campo”, Antonio Zanardi Landi.

MED9, unire due continenti
Nell’ambito del Forum, il ministro degli Affari Esteri ed Europei croato Gordan Grlić-Radman ha ospitato un pranzo di lavoro dei ministri degli Esteri del Gruppo MED9, al quale ha partecipato anche la commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica. “L’incontro ha confermato che il Patto per il Mediterraneo e il suo Piano d’azione rappresentano un importante quadro di riferimento per trasformare le comuni ambizioni politiche in una cooperazione concreta e in risultati misurabili. Durante la presidenza croata continueremo a promuovere il dialogo, l’inclusività e la cooperazione”, ha dichiarato Grlić-Radman. Il ministro degli Affari Esteri ed Europei sloveno Tone Kajzer ha ricordato come “Italia, Slovenia e Croazia collaborano già come partner strategici nell’area dell’Alto Adriatico”, ambito nel quale “i porti di Trieste, Capodistria e Fiume operano in sinergia”. Durante l’incontro, Tajani ha proposto di convocare una nuova riunione del Gruppo MED9 nel formato della “Coalizione di Roma” a New York, a settembre, durante la settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il formato richiamato dal ministro è quello nato a Roma lo scorso maggio ed include 44 Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, per affrontare il nodo della sicurezza alimentare e dell’accesso ai fertilizzanti nel contesto della crisi nello Stretto di Hormuz. “La sicurezza marittima e la sicurezza delle catene di approvvigionamento, in particolare per i Paesi africani, sono fondamentali per evitare crisi alimentari e potenzialmente anche problemi migratori”, ha dichiarato Tajani a Ragusa.

Trichilo e Dessardo all’appello
Presente al Forum anche l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Paolo Trichilo, che ha seguito da vicino i lavori del capo della Farnesina. “Il ministro Tajani ha partecipato per la quarta volta di seguito al Forum di Ragusa, è un’ulteriore conferma del suo interesse per questa riunione ed è sicuramente anche un segno di attenzione nei confronti della Croazia”, ha commentato. “Tra i numerosi temi, Tajani ha lanciato un forte messaggio europeista, invitando a lavorare insieme come Europa per rafforzare tutta la nostra capacità di intervento a livello mondiale, unificando le forze, anche nel settore della difesa e della sicurezza, oltre che della politica estera”, ha constatato. “Tajani ha evidenziato che anche il rapporto transatlantico, al di là delle polemiche che ci sono state con l’amministrazione Trump, resta fondamentale e che l’Italia intende sempre curarlo”, ha aggiunto Trichilo. Il rappresentante diplomatico ha inoltre constatato come, a proposito del processo di integrazione europea dei Balcani occidentali, Tajani, Grlić-Radman e Kajzer abbiano utilizzato il termine “riunificazione”, parola che “restituisce un senso di rientro nella famiglia europea dopo le varie vicissitudini storiche”. A margine del Forum l’ambasciatore Trichilo ha potuto incontrare anche il rappresentante speciale dell’UE per la regione del Golfo Luigi Di Maio, il console onorario d’Italia a Ragusa Frano Bongi ed il presidente uscente della Comunità degli Italiani di Fiume e membro del Consiglio cittadino nel seggio della minoranza nazionale italiana Enea Dessardo. Quest’ultimo ha assistito al Forum in quanto selezionato tra i rappresentanti della Croazia al Forum della Gioventù, evento tenutosi a margine del Forum di Ragusa e destinato a giovani professionisti under 30. “Sono state due giornate molto stimolanti – ha commentato Dessardo –. Tra le conclusioni emerse dai diversi panel, la necessità di insistere sul rispetto del diritto internazionale e sul riconoscimento della sovranità degli Stati, ma anche di comunicare più chiaramente verso tutti i cittadini, per cercare di combattere le informazioni false e i vari tentativi di destabilizzazione delle società democratiche che stanno avvenendo negli ultimi anni”. Il presidente del sodalizio fiumano ha per l’occasione potuto incontrare Tajani, grazie all’intermediazione dell’ambasciatore Trichilo. “Con Tajani abbiamo scambiato qualche frase e sono arrivate anche delle parole di considerazione nei confronti della Comunità Nazionale Italiana, a conferma del fatto che tale realtà è seguita da Roma. Come giovane presidente, è stato molto motivante e sicuramente darà ulteriore energia per continuare con la strada intrapresa dalla Comunità degli Italiani di Fiume”, ha concluso Dessardo.

Il Gruppo MED9. Foto Ambasciata d’Italia a Zagabria
I partecipanti al panel “L’era della multipolarità: governare le nuove realtà”. Foto Andrej Plenković/X
Antonio Tajani, Enea Dessardo e Paolo Trichilo. Foto Comunità degli Italiani di Fiume
Luigi Di Maio e Paolo Trichilo. Foto Ambasciata d’Italia a Zagabria
Paolo Trichilo e Frano Bongi. Foto Ambasciata d’Italia a Zagabria

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