La ministra Hrstić sul ritorno di Beroš: «Licenza valida, è suo diritto tornare in corsia»

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La ministra Hrstić sul ritorno di Beroš: «Licenza valida, è suo diritto tornare in corsia»
La ministra della Salute, la polese Irena Hrtsić. Foto: Patrik Macek/PIXSELL

La ministra croata della Salute, Irena Hrstić, ha commentato oggi, giovedì 9 ottobre, il ritorno dell’ex ministro Vili Beroš al lavoro di neurochirurgo presso l’ospedale “Sestre milosrdnice” di Zagabria, sottolineando che l’ex titolare del dicastero possiede una licenza valida e che la decisione di riprendere la professione è un suo diritto.

“Si tratta di un processo ancora in corso, parliamo di accuse e non di sentenze. Non sono né giudice né avvocato, e non posso esserlo nel suo caso. Se Beroš intende tornare a esercitare la propria professione, deve farlo in modo competente e professionale, offrendo un lavoro di qualità, nel suo campo, la neurochirurgia”, ha dichiarato Hrstić durante la cerimonia di inaugurazione della nuova Clinica di psichiatria infantile e adolescenziale del Centro clinico ospedaliero di Zagabria.

L’ospedale “Sestre milosrdnice” ha annunciato ufficialmente mercoledì l’assunzione di Beroš, imputato nel caso giudiziario noto come “Mikroskop” (Microscopio). Il consiglio di selezione ha valutato tre candidati, scegliendo l’ex ministro come il più idoneo per il posto di neurochirurgo, ruolo che aveva già ricoperto prima del suo ingresso in politica.

Il caso a Varaždin

Interpellata sulle indagini condotte a Varaždin, dove l’Ufficio del procuratore europeo (EPPO) sta raccogliendo prove su presunte irregolarità e reati di corruzione relativi all’acquisto di attrezzature mediche, la ministra ha spiegato che le indagini sono ancora in corso. “Quando saranno note informazioni definitive su quali reati vengano contestati, potremo parlarne più concretamente”, ha detto.

Hrstić ha ribadito la linea del governo sulla trasparenza: “La mia posizione, quella del Ministero e dell’intero esecutivo è chiara: tolleranza zero verso la corruzione. È parte del mio modo di pensare e anche un obiettivo strategico”.

A proposito delle verifiche sugli appalti pubblici, la ministra ha ricordato di aver analizzato tutte le procedure di acquisto d’urgenza superiori a 100.000 euro per l’anno 2024, come richiesto dal premier. “Non sono state riscontrate irregolarità significative. Quelle indagini dell’EPPO riguardano invece appalti ordinari, che non rientravano nella mia analisi”, ha precisato.

Pur riconoscendo la complessità del sistema, Hrstić ha insistito sull’importanza di un controllo più stretto dei processi di approvvigionamento nel settore sanitario. “La Croazia ha 33 grandi ospedali, ciascuno con proprie procedure di acquisto: dai farmaci ai materiali sanitari, fino ai prodotti alimentari e alle apparecchiature. È impossibile unificarli tutti, ma il Ministero e il governo stanno lavorando per centralizzare ciò che è possibile, a cominciare dai medicinali e dai materiali di consumo”, ha dichiarato.

La ministra ha infine sottolineato che la supervisione delle procedure di appalto parte dai singoli reparti e prosegue fino alla direzione. “Il mio compito è garantire che ogni fase sia trasparente, dall’invio della richiesta alla valutazione finale. Solo così possiamo assicurare che il denaro pubblico venga speso in modo corretto e responsabile”, ha concluso Hrstić.

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