La Franak: i clienti ora possono denunciare le banche

«Per una parte dei mutui si dovrà attendere il verdetto della Corte dell’UE»

Goran Aleksić. Foto: Marko Prpic/PIXSELL

Il verdetto della Corte costituzionale, che ha confermato la sentenza del Tribunale commerciale, sta a significare che 125.000 persone “che hanno contratto prestiti iniqui con una clausola valutaria in franchi svizzeri e con un tasso di interesse variabile hanno il diritto di denunciare le banche e ricevere il denaro strapagato”. Lo ha affermato Goran Aleksić, presidente dell’associazione “Franak”, dopo la sentenza con la quale i giudici costituzionali hanno bocciato il ricorso degli istituti di credito.
Le banche possono venire denunciate immediatamente da 70mila persone che non hanno convertito in euro i prestiti in franchi svizzeri o che li hanno restituiti prima della conversione, mentre le 50mila persone circa che hanno convertito in euro i prestiti vincolati alla moneta elvetica devono attendere la decisione della Corte dell’UE per avere la certezza del loro diritto, ha spiegato il leader della “Franak”.
Inoltre, Goran Aleksić ha sostenuto che chiunque faccia ricorso contro una banca sulla base di clausole contrattuali nulle ha il diritto di ricevere tra il 50 e l’80 p.c. del prestito realizzato.
L’associazione “Franak” non è ancora paga dei risultati conseguiti e afferma di non aver finito il suo lavoro. Ora si aspetta che la Corte suprema decida in una delle revisioni
sulla nullità dei contratti. Aleksić ritiene che il verdetto con il quale la Corte costituzionale ha respinto i ricorsi delle banche avrebbe dovuto essere approvato molto tempo fa, ma purtroppo i Tribunali in Croazia sono un po “lenti”, per tante persone hanno perso i loro appartamenti, molti matrimoni sono falliti e alcuni sono dovuti andare all’estero per rimborsare i prestiti. Secondo lui, i consumatori hanno perso 10 miliardi di kune e le banche devono loro 20 miliardi di kune.
Ricordiamo che mercoledì la Corte costituzionale, respingendo il ricorso delle banche, ha concluso il caso relativo ai franchi svizzeri dopo quasi nove anni.

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